La situazione

Negli ospedali della Martesana impennata dei casi. “Stiamo come a marzo”

Aumentati i posti letto per far fronte all'emergenza Coronavirus. Il primario di Rianimazione non usa mezzi termini: "Situazione critica"

Negli ospedali della Martesana impennata dei casi. “Stiamo come a marzo”
Martesana, 15 Novembre 2020 ore 09:13

Anche gli ospedali della Martesana sono stati travolti dalla seconda ondate e i numeri dei contagi sono saliti esponenzialmente. Tanto che è stato necessario ampliare i posti letto. E anche lo Zappatoni di Cassano d’Adda ha messo a disposizione spazi (oltre a quelli di Vizzolo Predabissi, Cernusco sul Naviglio e Melzo).

Ospedali della Martesana al collasso

Come già evidenziato in settimana, l‘aumento dei casi non ha colto impreparati gli ospedali della Martesana, ma li ha comunque messi a dura prova. Specialmente i Pronto Soccorso che si sono trovati a gestire molti più pazienti, la maggior parte dei quali con presunti sintomi da Covid-19.

I ricoveri

Sono 168 i ricoverati nei tre presidi dell’Asst Melegnano e Martesana, 112 negli ultimi 7 giorni. Di questi 21 sono in Terapia intensiva, divisi tra Vizzolo e Cernusco.

In arrivo 12o infermieri

Intanto buone notizie sembrano arrivare sul fronte del personale. Il concorso per l’assunzione di infermieri promosso da  Asst Melegnano e Martesana è giunto ormai alla fase degli orali. Sono stati 1.200 i professionisti che vi hanno partecipato e tra coloro che entreranno in graduatoria ne verranno scelti 120 che andranno a coprire i buchi e a rinforzare la pianta organica dei vari presìdi.

Il primario di Terapia intensiva

Chi si trova a fronteggiare la forza dell’uragano Covid-19 è il primario del reparto di Anestesia e rianimazione dell’Uboldo di Cernusco Massimo Zambon, alle prese con una Terapia intensiva che ha dovuto raddoppiare gli sforzi.

Il reparto è tornato a lavorare più che al completo. Durante la prima ondata eravamo arrivati a sette pazienti in Terapia intensiva più cinque nell’Unità intensiva cardiologica. Oggi la situazione è la medesima con i posti più che raddoppiati rispetto all’ordinario. Se dovessi intubare un paziente in Pronto soccorso rischio di tenerlo lì in attesa di trovare un posto.

ha spiegato in una lunga intervista che potete trovare sul giornale in edicola e nella versione online per Pc, smartphone e tablet

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