Cronaca
La replica

Blocco alla Lgd, la società attacca: "Aggressioni, ingiurie e illeciti, questo non è sciopero"

Dopo l'agitazione di ieri a Vimdrone la cooperativa Lgd ha esplicitato la sua posizione.

Blocco alla Lgd, la società attacca: "Aggressioni, ingiurie e illeciti, questo non è sciopero"
Cronaca Martesana, 03 Novembre 2021 ore 10:22

Dopo l'ennesimo blocco alla Lgd (ieri, martedì 2 novembre 2021, è toccata alla sede di Vimodrone), la società è andata all'attacco puntando il dito contro l'azione di protesta portata avanti dal sindacato Si Cobas.

Il diciottesimo blocco alla Lgd

La tensione resta altissima tra la società di logistica e un gruppo di lavoratori sostenuto dal sindaco Si Cobas. Ieri sono tornati di nuovo a protestare con l'ennesimo blocco, stavolta davanti alla piattaforma logistica della Lgd di Vimodrone. Come segnalato dall'azienda, si tratta del diciottesimo blocco da quando sono partite le proteste.

Come già accaduto in passato, anche questa volta è stato necessario l'intervento delle Forze dell'ordine che hanno sgombrato i manifestanti che si erano seduti in terra creando un cordone per impedire l'accesso e l'uscita dei mezzi. I lavoratori protestano per il licenziamento di 40 persone ritenuto illecito dal sindacato che li rappresenta.

La posizione della società

“Non si tratta di manifestazioni di sciopero, sempre rispettate e garantite, ma di veri e propri illeciti per i quali è stato anche aperto un fascicolo in procura. Ribadiamo che ogni richiesta del sindacato è stata chiarita da Lgd nel corso di ben tre incontri avuti con parte sindacale e sollecitati dal prefetto. A fronte di ciò, la stessa Prefettura ha chiesto una presa d’atto al sindacato di aver tenuto una reazione sproporzionata rispetto ai fatti contestati all’azienda, ma la risposta del sindacato è stata negativa.”

ha dichiarato  il presidente della cooperativa, Giuseppe Ghezzi.

I licenziamenti, non sono un capriccio, ma sono avvenuti solo dopo ben 18 blocchi e la mancata accettazione delle proposte della prefettura. In uno stato di diritto, non è tollerabile subire blocchi illeciti, aggressioni verbali e fisiche, ingiurie senza alcun fondamento e senza alcuna reazione datoriale.