Sentenza

Violate le regole sulla par condicio: il sindaco di Segrate condannato da Agcom

Non ha rispettato le disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica.

Violate le regole sulla par condicio: il sindaco di Segrate condannato da Agcom
Martesana, 12 Settembre 2020 ore 08:45

Il primo cittadino Paolo Micheli ha violato le disposizioni sulla par condicio e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ordinato di porre rimedio.

Infranta la par condicio

Il candidato di Fratelli d’Italia e Lega Luca Sirtori aveva annunciato che avrebbe segnalato quelle che riteneva essere violazioni della legge su par condicio e pubblicità elettorale da parte del sindaco di Segrate Paolo Micheli. “Sono stati violati i termini riportai nella Gazzetta ufficiale – aveva spiegato – Tanto per citare alcuni esempi, il libro sulla storia di Segrate riporta le firme degli assessori diventando così un messaggio politico, poi c’è stata una e-mail a firma del primo cittadino inviata alle famiglie tramite l’Istituto comprensivo, senza contare le sue esternazioni sui social”. E l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) gli ha dato ragione.

Il procedimento

Le disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica, in base all’articolo 9 della legge del 22 febbraio 2000 numero 28, prevedono che “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. Il procedimento ha preso avvio a seguito della segnalazione del 7 agosto 2020 presentata da Sirtori, nella quale si segnalavano tre punti. Il primo riguardava l’invio in data 31 luglio 2020 da parte della segreteria didattica dell’Istituto comprensivo Albert Schwitzer di Segrate a tutti i genitori rappresentanti di classe dei plessi appartenenti di una mail avente a oggetto “Messaggio sindaco e assessore Poldi per le famiglie degli alunni”, che invitava i rappresentanti a inoltrare il messaggio a tutti i genitori della classe. A seguire era riportato il testo contenente alcune affermazioni, a dire del segnalante, di natura propagandistica quali “affrontiamo con tutta la responsabilità e l’attenzione del caso il tema della loro sicurezza, della tutela della loro salute e del loro benessere…”, e poi “vogliamo rassicurarvi che il Comune ha avviato quanto necessario per supportare gli istituti scolastici..”. E ancora: “Grazie alle vostre risorse reperite abbiamo potuto riflettere con i dirigenti scolastici”. Il secondo fa riferimento alla pubblicazione sui profili social network aperti dal sindaco a proprio nome di interventi in materia di urbanistica, lavori pubblici, viabilità, scuola, ecc. eseguiti dal Comune di Segrate. Alcuni post sono stati ripresi dai profili social del Comune ed utilizzati come comunicazione istituzionale. Infine, il terzo si riferiva alla distribuzione del volume celebrativo della storia della città che contiene scritti autografi del sindaco e dell’assessore alla Cultura.

La sentenza

E’ stato quindi ordinato al Comune di Segrate di pubblicare sul sito web, sulla home page, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza del volume dal titolo “Segrate 1870- 2020” e dei post pubblicati sul profilo Facebook del 30 luglio 2020 (presentazione di un progetto vincitore del concorso internazionale “ Restarting community spaces – Urban Regeneration of Segrate city center” per la riprogettazione del centro cittadino e per la realizzazione di una nuova scuola primaria), 31 luglio (intervento di diserbo dei vialetti delle scuole cittadine) e del 5 agosto 2020 (dal titolo “181mila euro dall’Europa!” per la vittoria di un bando europeo per la sperimentazione di tecnologia con il progetto “Renergetic”). E’ anche stato imposto di rimuovere i post dal profilo istituzionale Facebook del Comune. Inoltre, l’Istituto comprensivo Albert Schwitzer di Segrate dovrà pubblicare sul sito web, sulla home page, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza dell’invio della mail in data 31 luglio 2020, avente ad oggetto “Messaggio sindaco e assessore Poldi per le famiglie degli alunni”.

I commenti

La sanzione sulla violazione della par condicio scaturisce dalla denuncia presentata da Fratelli d’Italia circolo di Segrate a firma del candidato Sirtori al Corecom Lombardia. “Siamo francamente stufi dei metodi adottati da Paolo Micheli che ritiene di essere al di sopra di ogni legge e di ogni regola  – ha detto Luca Sirtori – La sua campagna elettorale è iniziata con il lockdown: per mesi, mentre tutti noi dovevamo organizzarci e lavorare al chiuso delle nostre case, lui ha girato indisturbato per le vie della città, trasformando l’attività istituzionale in un continuo spot elettorale a suon di selfie quotidiani sui social network. Tra l’altro ha spostato l’intera attività di comunicazione dalla pagina ufficiale del Comune di Segrate alla sua pagina personale, per sfruttare al meglio la sua posizione di amministratore pubblico in favore delle sue esigenze personali. Ci auguriamo almeno che la risorsa assunta dal Comune come social media manager e lautamente stipendiata dai cittadini, non sia la stessa che scrive ogni giorno sui suoi profili”.
Anche Gian Pietro Ferrari, presidente del circolo di Segrate di Fratelli d’Italia ha commentato l’accaduto. “La sanzione di Agcom dimostra due cose: l’abuso da parte del sindaco Micheli del suo ruolo istituzionale in periodo elettorale e la profonda ignoranza delle regole istituzionali che lo ha indotto a fare male i conti sul giorno dal quale decorre lo stop alla comunicazione istituzionale – ha spiegato – Chi non conosce nel dettaglio le leggi di questo Paese non può e non deve governare un ente pubblico dal quale dipende una intera comunità locale”.

“Faremo ricorso”

Micheli ha definito “buffa” la sentenza di Agcom. Questo il suo commento:

In pratica saremmo sanzionati non per violazione della campagna elettorale comunale ma per violazione della par condicio del referendum. È una cosa che contestiamo completamente, intanto perché a noi non è stato chiesto nulla dall’Agcom (avremmo ad esempio risposto che il libretto su Segrate non è edito dal Comune, ma è un’iniziativa privata), e poi perché secondo Agcom scrivere su Facebook che a Segrate non ci sono più malati di Covid violerebbe la par condicio sul referendum.  Noi non abbiamo violato proprio nulla, i nostri uffici confermano che la par condicio per la campagna elettorale partiva il 6 agosto. Ci apprestiamo a fare ricorso.

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