i fatti risalgono al 2024

Fu denunciata dal segretario comunale per interruzione di pubblico servizio: caso archiviato

L'allora presidente del Consiglio comunale di Cassina Eliana Capizzi aveva dichiarato chiusa la seduta senza la trattazione del Pgt, facendo infuriare la maggioranza

Fu denunciata dal segretario comunale per interruzione di pubblico servizio: caso archiviato

Procedimento archiviato. Il gip di Milano ha così deciso in merito alle indagini seguite alla denuncia presentata nel gennaio 2024 dal segretario generale Massimo Seminari di Cassina de’ Pecchi nei confronti dell’allora presidente del Consiglio comunale Eliana Capizzi accusata di interruzione di pubblico servizio.

La seduta di Consiglio chiusa senza Pgt

La vicenda aveva fatto molto discutere ai tempi. C’era da approvare il Piano di governo del territorio. La presidente tuttavia, il giorno prima, dopo avere ricevuto alcune obiezioni tecniche inerenti la trattazione del punto da parte delle opposizioni, aveva reputato che non ci fossero i requisiti per discuterlo. Così aveva motu proprio espunto l’argomento dall’ordine del giorno.

Il giorno seguente così, terminati gli altri punti, aveva dichiarato chiusa la seduta.

La denuncia del segretario

La maggioranza si era opposta e il segretario aveva sostenuto che si trattava di una dichiarazione nulla, perché non c’erano motivi che rendevano non trattabile il Pgt.

Mentre Capizzi e le minoranze abbandonavano l’aula, la maggioranza aveva poi approvato il documento.

Ma c’era poi stata la coda successiva della denuncia.

L’archiviazione del caso

Ora la Magistratura ha messo una pietra sul procedimento. Così Capizzi:

L’archiviazione è avvenuta su richiesta del pubblico ministero, il quale ha motivato sostenendo l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato ipotizzato (interruzione di pubblico servizio).

I fatti, oggi definitivamente chiariti, sono noti:

  • nel pomeriggio del 23 gennaio 2024, alle 16.30, iniziava il Consiglio comunale originariamente da me convocato per la trattazione di cinque punti all’ordine del giorno, l’ultimo dei quali relativo al Pgt;
  • la sera precedente avevo raccolto, sentiti i Capigruppo in formale Conferenza, segnalazioni di gravi anomalie procedurali relative proprio al punto del Pgt, fortemente lesive dei diritti di tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, i quali non avevano ricevuto la documentazione completa necessaria a garantire un voto informato e consapevole;
  • per tali ragioni, diverse ore prima dell’inizio del Consiglio comunale, emettevo un formale provvedimento debitamente motivato con cui revocavo il punto all’ordine del giorno relativo al Pgt, facendolo notificare via Pec a tutti i consiglieri comunali, alla Prefettura e al Comando locale dei Carabinieri;
  • in sede di Consiglio, riassumevo quanto accaduto la sera precedente e la mattina stessa, esprimendo contestualmente la mia piena disponibilità a riconvocare in tempi brevi un Consiglio per la trattazione del Pgt, una volta che fosse stata garantita ai consiglieri la completa documentazione necessaria.

La Magistratura ha così confermato ciò che era giuridicamente evidente: il mio operato era legittimo, doveroso e conforme alle regole istituzionali.

È doveroso inoltre evidenziare che, nella denuncia presentata, veniva del tutto omessa una circostanza essenziale, ossia l’adozione del mio provvedimento formale di revoca del punto all’ordine del giorno.

Un’omissione rilevante, che ha contribuito a rappresentare in modo distorto la reale dinamica dei fatti.

Resta infine una riflessione politica e istituzionale che non può essere taciuta: spesso si fa grande rumore al momento della denuncia, ma molto meno quando arriva l’esito giudiziario che chiarisce i fatti e assolve pienamente le condotte.
Anche questo contribuisce a generare disinformazione e delegittimazione ingiustificata delle istituzioni e delle persone.

So che alcuni cittadini hanno presentato ricorso al Tar contro quel Pgt, che  (nonostante il mio provvedimento di revoca del relativo punto in ordine del giorno e la chiusura del Consiglio comunale) la maggioranza, rimasta sola in aula, ha comunque approvato.