la replica

“25 Aprile: condanniamo le offese ai riformisti, ma anche noi siamo stati attaccati”

La segreteria cernuschese del partito è intervenuta sulle polemiche politiche che hanno animato il dopo corteo della Liberazione

“25 Aprile: condanniamo le offese ai riformisti, ma anche noi siamo stati attaccati”

Prende le distanze dalle offese, ma contrattacca. Jeanin Carteau, segretaria della sezione di Cernusco sul Naviglio di Rifondazione comunista, è intervenuta dopo le polemiche post celebrazioni del 25 Aprile e le accuse ricevute dai riformisti.

“Una manifestazione ben riuscita”

In una nota del gruppo politico la segretaria ha anzitutto sottolineato come la ricorrenza del 25 Aprile sia sempre molto sentita in città e anche quest’anno abbia mosso centinaia di persone.

A Cernusco anche quest’anno la manifestazione del 25 aprile ha registrato una bella e ampia partecipazione che testimonia quanto i valori della Resistenza e dell’antifascismo siano vivi nella nostra società.

Uomini e donne di tutte le generazioni, famiglie con bambini, tantissime persone evidentemente sensibili al fatto che l’involuzione autoritaria in atto, che ha tra i principali protagonisti il governo italiano, ricordi che la lotta al fascismo non è un fatto che riguarda solo il passato, ma va rinnovata col protagonismo di tutte e tutti.

Una grande partecipazione che certamente va al di là delle forze politiche, ma nella quale i partiti, specie quelli che da sempre promuovono i valori della resistenza italiana al fascismo e al nazismo, hanno dato il loro contributo con i loro dirigenti, i loro iscritti, le loro bandiere.

“Con le bandiere di Cuba e della Palestina”

Come di consueto, ogni gruppo porta anche vessilli che rappresentano situazioni attuali e che ciascuno ritiene siano legati ai valori di democrazia e libertà che sono insiti nella Festa della liberazione. Un modo per denunciare le situazioni in cui oggi non esiste ancora ciò che in Italia è stato raggiunto 81 anni fa.

Il partito della Rifondazione comunista come ogni 25 Aprile dalla sua nascita ha promosso e partecipato alla manifestazione attualizzando la sua presenza con i simboli che oggi testimoniano le tragedie prodotte dalla rinascita della violenza e della volontà di dominio nel mondo.

Per questo eravamo in corteo con il nostro simbolo, unico rimasto tra quelli che furono protagonisti della Resistenza;

per questo abbiamo manifestato con le bandiere della Palestina dove si sta consumando nella complicità e nell’inazione del nostro governo e di gran parte dell’Occidente una nuova grande tragedia che passerà alla storia;

per questo abbiamo portato la bandiera della pacifica Cuba prossima vittima annunciata senza che i governi cosiddetti democratici si sentano in dovere di intervenire.

Le scaramucce con Azione sull’Ucraina

Con le stesse convinzioni gli esponenti di Azione, della lista Tutti per Cernusco e dell’associazione Amicizia Italia Ucraina hanno sfilato, oltre che con i propri vessilli, anche con la bandiera gialloblù dell’Ucraina, vittima dell’attacco militare della Russia da ben quattro anni. Secondo la denuncia di Azione sono arrivate per questo offese nei loro confronti da parte dei militanti di Rifondazione.

Così prosegue la nota del partito:

Di fronte alla bellezza e importanza di questa iniziativa non saremmo entrati nel merito di un contrasto verbale di qualche minuto avvenuto nel corso del corteo se non l’avessimo visto riportato da Prima la Martesana.

Anche perché le parti lese sono due e non una sola come si è affrettata a denunciare Azione attribuendo a un nostro iscritto di aver dato del “nazista” a un aderente di Azione, cosa che, sia chiaro, non condividiamo e riteniamo assolutamente sbagliata.

Si dimentica di dire che un noto esponente di quel partito ha proferito parole insultanti verso i comunisti affermando tra l’altro che i comunisti non avrebbero avuto diritto di stare nel corteo per la giornata della Liberazione cui hanno contribuito con un ruolo fondamentale nella Resistenza.

Ci aspettiamo da parte dei dirigenti locali di Azione la stessa presa di distanza dalle parole del loro esponente.