Lavoratori in sciopero alla Mapal contro il taglio dei posti. Questa mattina, mercoledì 2 settembre 2026, i dipendenti della multinazionale tedesca hanno incrociato le braccia e organizzato una protesta davanti alla sede dell’azienda in via Monza a Gessate.
Delocalizzazione in Germania
A far scendere in piazza il personale è stato l’annuncio a fine luglio, formalizzato nei giorni scorsi, da parte della direzione di tagliare 38 dipendenti. Mapal è specializzata nella lavorazione dell’alluminio e, a Gessate, la produzione è finalizzata soprattutto all’automotive.
Così Manuela Musolla dirigente sindacale della Fiom Cgil:
Gli esuberi riguardano tutti la parte produttiva. Mapal ha comunicato l’intenzione di tagliare la produzione, per concentrarla in Germania dove intende saturare i suoi sette stabilimenti. Questo per ottimizzare le risorse.
Analoghi provvedimenti sappiamo che riguardano l’Inghilterra, l’Irlanda e il Giappone. Sono stati annunciati licenziamenti anche in Brasile.
Complessivamente qui a Gessate sono impiegate 85 persone. Resteranno solo gli impiegati, ma logicamente, il timore è che lo step successivo riguardi loro.
Una filiale positiva
Per i lavoratori è stata una doccia fredda, come ha spiegato Gabriele Cremonesi, delegato Rsu Fiom:
A giugno si stava discutendo del premio risultato e la dirigenza ci ha spiegato come siamo risultati essere la filiale migliore d’Europa.
E’ quindi una decisione che non ci aspettavamo. Senza la produzione poi, temiamo che anche gli impiegati che non resteranno a lungo. Una volta informatizzati i processi, si potranno gestire anche gli aspetti amministrativi direttamente dalla Germania.
Ci sono persone qui che lavorano per l’azienda da oltre vent’anni. Inoltre è un settore molto specializzato, non è facile ricollocarsi.
Una soluzione alternativa
I sindacati hanno chiesto all’azienda un tavolo di confronto per ritirare i licenziamenti. Ancora Musolla:
Chiediamo loro di investire su filiere di produzione più redditizie, come l’aerospazio e l’oleodinamica, settori in cui Mapal è già presente.
Da parte nostra c’è la disponibilità a discutere di ammortizzatori sociali, purché appunto servano per superare la fase di passaggio e non per tagliare personale.
Chiediamo anche un interessamento delle istituzioni.
Sarà decisiva la prossima settimana, quando è previsto un incontro tra le parti.
GUARDA LA GALLERY (3 foto)