Cronaca

Vaprio si è commossa ai funerali dell'Alpino Bruno Laini

Ieri pomeriggio, mercoledì, nella chiesa di San Nicolò, le Penne nere hanno reso omaggio al loro compagno. Dedicandogli la Preghiera dell'Alpino, il canto "Signore delle cime" e tagliando la penna del cappello sul sagrato della chiesa.

Vaprio si è commossa ai funerali dell'Alpino Bruno Laini
Cronaca Trezzese, 29 Marzo 2018 ore 08:23

Ha posato per sempre zaino, picozza e ramponi e ora riposa in eterno nel «Paradiso di Cantore». Grande commozione ieri pomeriggio, mercoledì, nella chiesa di San Nicolò per i funerali di Bruno Laini, L'Alpino è mancato improvvisamente lunedì pomeriggio a 68 anni. E' il secondo lutto quest'anno per il locale Gruppo Alpini, dopo la perdita dell'indimenticato veterinario Guglielmo Passoni.

Un Alpino dal cuore d'oro

"Bruno Laini era un uomo dal cuore d’oro, gentile e disponibile con tutti - ha ricordato l’amico e Penna nera Serse Ferrario - Che non si limitava a mettere il bollino sulla tessera annuale. Infatti, quando c'era da dare una mano lui si rendeva sempre disponibile".

Era una delle anime dei momenti conviviali degli Alpini

A Bruno non piaceva stare con le mani in mano. Quindi sempre con piacere, quando si organizzavano le feste e le cene in sede, si metteva sempre dietro al bancone del bar per servire vino, alcolici e bevande varie ai commensali. Tanto che era diventato uno dei «baristi ufficiali» dei momenti conviviali organizzati dal Gruppo Alpini vapriese.

Il gagliardetto ha vegliato sul feretro

Le bandiera col gagliardetto ha vegliato sul suo feretro, rimasto nell'abitazione per la camera ardente, tra lunedì e mercoledì mattina. Mentre nel pomeriggio è stata portata in chiesa per essere issata in suo onore durante durante la cerimonia funebre. Alla fine, prima che si aprissero le porte di San Nicolò, il capogruppo Tullio Bonetti gli ha reso omaggio. Ha recitato la tradizionale "Preghiera dell’Alpino", accompagnato dalle struggenti note del canto popolare di Bepi De Marzi, "Signore delle cime", eseguito dall'organista Ambretta Cesarani, che ha accompagnato le voci della corale femminile.

Il taglio della penna

Da ultimo, come da tradizione, sul sagrato della chiesa è avvenuto l'ultimo saluto. Il capogruppo ha preso in mano il cappello di Bruno e, con un paio di forbici, gli ha mozzato la penna. Un gesto simbolico che si dedica ai compagni caduti. E' poi seguito dalla consegna del cappello ai familiari. Mentre la piuma mozzata è rimasta sul feretro.


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