Cronaca
Da non credere

Rapina sul treno, minorenne finisce in carcere. Ma quel giorno era a scuola

Il giovane di Pioltello aveva persino preso una nota sul registro, proprio il giorno in cui secondo i Pm aveva compiuto il crimine.

Rapina sul treno,  minorenne finisce in carcere. Ma quel giorno era a scuola
Cronaca Martesana, 01 Dicembre 2021 ore 09:50

Il 15 novembre 2021 un 19enne era stato vittima di una rapina sul treno all'altezza della stazione di Melzo. I Carabinieri avevano immediatamente individuato tre degli autori. Le indagini avevano portato all'arresto di altri minorenni dieci giorni dopo. Peccato però che uno di questi sia stato vittima di un errore giudiziario.

Accusato di rapina, ma era a scuola

Si è fatto sei giorni di carcere minorile al Beccaria il 15enne residente a Pioltello che era stato individuato dai Carabinieri e dalla Procura minorile come uno degli autori della rapina compiuta a bordo del convoglio. Peccato che fosse totalmente estraneo ai fatti.  Venerdì mattina era arrivato il provvedimento di custodia cautelare con i militari che sono andati ad arrestarlo su ordine del Gip del Tribunale dei minorenni di Milano.

La ricostruzione dei Pm lo aveva individuato tra gli autori del crimine: un coltello puntato in gola e poi la sottrazione di soldi, di un cellulare e delle carte di credito. Peccato che l'adolescente il giorno del crimine fosse a scuola, in un Istituto tecnico.

La prova? Una nota sul registro

Lunedì 29 novembre 2021 si è tenuto l'interrogatorio di garanzia e il legale del giovane, l'avvocato Elena Scarabelli del Foro di Milano, ha portato prove inconfutabili dell'estraneità ai fatti del suo assistito. Il giorno della rapina, infatti, il 15enne pioltellese si trovava a scuola. A darne certezza non solo la  presenza segnata sul registro degli assenti, ma anche una nota comportamentale che aveva preso propio il giorno in cui, secondo i Pm, avrebbe portato a termine la rapina.

Stando a quanto spiegato dall'avvocato, l'arresto si sarebbe basato sul nome del suo assistito fatto da uno dei ragazzi arrestati e sul riconoscimento fotografico da parte della vittima. Sarebbe bastato analizzare il registro delle presenze a scuola per rendersi conto dell'errore.  Per quei sei giorni di carcere minorile, l'avvocato sta valutando di chiedere un risarcimento per ingiusta detenzione nel momento in cui verrà formalizzata l'archiviazione del processo.

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