Operazione Cap Core

La riconversione dell'inceneritore si sblocca, i Comuni hanno dato tutti il via libera

Ora il percorso per la nascita della Biopiattaforma è in discesa.

La riconversione dell'inceneritore si sblocca, i Comuni hanno dato tutti il via libera
Cronaca Martesana, 08 Febbraio 2021 ore 17:32

La riconversione dell'inceneritore si sblocca, i Comuni soci del Core hanno dato tutti il via libera. Ora il percorso per la nascita della Biopiattaforma è in discesa.

Riconversione inceneritore, arriva il via libera di tutti i Comuni

E' stato perfezionato definitivamente venerdì 5 febbraio 2021 per poi essere firmato l’atto di compravendita tra Cap Holding Spa e i Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello e Segrate, grazie al quale la monoutility che gestisce il ciclo idrico integrato in Città metropolitana ha acquisito il 79,2% del capitale sociale di Core Spa, l'azienda pubblica proprietaria del termovalorizzatore di Sesto, con l’obiettivo di realizzare una Biopiattaforma. La notizia è però stata diffusa oggi, lunedì 8 febbraio 2021. Un progetto dal valore di oltre 47 milioni di euro che il 30 gennaio ha ricevuto dalla Città metropolitana di Milano l’autorizzazione definitiva. A mancare era la firma di Cologno Monzese: un ritardo che era stato uno dei motivi che avevano portato alle dimissioni dell'assessore all'Ambiente di Cologno Angelo Scalese.

Il progetto della Biopiattaforma

La Biopiattaforma è l’unico termovalorizzatore autorizzato e realizzato in Italia negli ultimi 10 anni: ospiterà un polo di ricerca avanzata che si è già assicurato un finanziamento di 2,5 milioni di euro grazie al progetto europeo Horizon 2020. "Un'infrastruttura dal design e dalla tecnologia avveniristica e sostenibile a zero emissioni di CO2 fossile, progettata fin dall’inizio attraverso il percorso partecipativo BiopiattaformaLab, che ha coinvolto attivamente i cittadini e le associazioni dei territori", hanno spiegato dal Cap. Valorizzerà 65mila tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio di Città metropolitana. "Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto in alcuni casi da portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante - hanno aggiunto dal Cap - In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante".

Non solo fanghi di depurazione. La Biopiattaforma (che sorgerà sulle ceneri dell'attuale termovalorizzatore destinato allo spegnimento) tratterà anche 30mila tonnellate all'anno di rifiuti umidi ora affidati a strutture esterne, provenienti dai Comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese e Cinisello Balsamo per la produzione di biometano, biocombustibile che riduce l’emissione di anidride carbonica del 97%.

Cap: "Abbiamo ascoltato i territori"

"L’accordo rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze, un dialogo reso possibile dal percorso partecipativo intrapreso due anni fa nella fase iniziale dell’iter progettuale - ha commentato il presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap Alessandro Russo - Quello che faremo nascere è un impianto all’avanguardia, che intende rispondere alle istanze europee in fatto di energia e ambiente e che può rappresentare per le altre regioni italiane, un esempio da seguire. Soprattutto alla luce del grande percorso di rilancio che il Paese si appresta a intraprendere grazie ai fondi del Next Generation Eu".

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione Europea per accedere ai fondi del Next Generation Eu e che contiene tra le sue sfide la rivoluzione verde e la transizione ecologica, deve tenere in considerazione modelli di produzione energetica sostenibile come appunto la Biopiattaforma, infrastruttura in grado di traghettare il paese verso gli obiettivi di emissioni 0 previsti dall’UE entro il 2050.

Il progetto "promosso" dall'Unione Europea

La Biopiattaforma entrerà da subito nello scenario della ricerca internazionale con Circular Biocarbon, il progetto Horizon 2020 che sarà co-finanziato dall’Unione Europea. "L’obiettivo è lo sviluppo di una bioraffineria dagli standard avanzati basata sulla valorizzazione della Forsu per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, pronti per la commercializzazione - hanno proseguito dal Cap - Un ciclo virtuoso capace di massimizzare i flussi urbani dell’umido, facendo un ulteriore passo avanti rispetto ai classici sistemi di digestione anaerobica e compostaggio. Tutto questo grazie a partnership con leader di mercato come Novamont, con cui Cap da anni ha dato vita a una sinergia industriale per l’estrazione del butandiolo che proviene dalla cellulosa, elemento alla base della produzione di bioplastiche".

Ora scatta la dismissione del vecchio inceneritore

L’attuale termovalorizzatore di Sesto, alle porte di Cologno, verrà dismesso e demolito nelle prossime settimane per dare inizio ai lavori di realizzazione del nuovo impianto che verrà reso operativo a ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea e a marzo 2023 con l'esercizio di tutto l’impianto industriale. Produzione di biometano compresa.