Presidio

Iniziati i lavori per l’antenna 5G, protesta in strada dei residenti FOTO

La gru in via Asti, a Cologno Monzese, è arrivata prima delle 7. Sul posto anche Carabinieri e Polizia Locale

Iniziati i lavori per l’antenna 5G, protesta in strada dei residenti FOTO
Martesana, 24 Agosto 2020 ore 11:25

Iniziati i lavori per l’antenna 5G, protesta in strada dei residenti. La gru in via Asti, a Cologno Monzese, è arrivata oggi, lunedì 24 agosto 2020, prima delle 7. Sul posto anche Carabinieri e Polizia Locale, allertati dagli stessi abitanti.

Protesta contro l’antenna 5G

Avevano promesso di organizzare un presidio davanti ai cancelli della ditta nella quale sarebbe sorto il pennone alto più di 30 metri. E così hanno fatto. Le famiglie che risiedono nella palazzina di via Asti 10 hanno accolto l’arrivo degli operai con striscioni di protesta sulla cancellata dello stabile e sui balconi. Accanto a loro anche l’avvocato Vincenzo Barbarisi (candidato sindaco della coalizione che vede al suo interno Europa Verde, Cinque Stelle e le civiche Cologno Rinasce e Ambiente e Innovazione), la capogruppo uscente pentastellata Monica Motta (che da subito aveva sposato la protesta dei residenti) e Andrea Ipsaro Passione. Il montaggio del traliccio (con alla sommità l’antenna) sarà completato entro questa settimana. Poi ci vorrà ancora qualche giorno prima che il ripetitore venga acceso. La Locale (intervenuta anche per eseguire alcuni rilievi) ha confermato che non ci fossero i presupposti per arrivare allo stop dei lavori, che sono poi proseguiti.

Il dubbio dietro l’ok rilasciato da Arpa

Tuttavia l’attenzione non calerà. Motta aveva nelle scorse settimane chiesto di poter avere la relazione di Arpa alla base del via libera al permesso di costruire rilasciato dal Comune a giugno. Dal documento emergerebbe il rispetto della normativa. Ma c’è un ma. L’Agenzia, infatti, non avrebbe eseguito un sopralluogo in loco, ma “dall’alto”, attraverso rilevazioni satellitari. Ed è probabile che la palazzina non sia stata notata. Di fatto il traliccio sorgerà a una quindicina di metri di distanza dalle finestre e dai balconi. Per questo Barbarisi (in qualità di legale) chiederà ufficialmente ad Arpa ulteriori specifiche sui controlli alla base della relazione.

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