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Intervento

E’ iniziato il trasloco delle “mucche del sindaco”

Ieri, mercoledì 31 marzo 2021, nove capi, fra manzi, mucche e vitellini, della mandria sequestrata nel 2019 dalla procura, sono stati prelevati dall'azienda agricola di Groppello, frazione di Cassano d'Adda, per essere portati nei rifugi degli animalisti in Piemonte.

Cronaca Cassanese, 01 Aprile 2021 ore 18:43

E’ iniziato il trasloco delle “mucche del sindaco” a Cassano d’Adda. Mercoledì 31 marzo 2021, in mattinata, nove capi di bestiame, della mandria che dalla fine del 2019 è stata posta sotto sequestro, sono stati prelevati dalla stalla di Groppello e trasportati in alcuni rifugi degli animalisti in Piemonte.

A Cassano d’Adda è iniziato il trasloco delle “mucche del sindaco”

Le “mucche del sindaco” stanno lasciando Cassano d’Adda e la stalla di Groppello, dove dal 2019 erano state poste sotto sequestro dalla Procura per andare nei rifugi messi a disposizione messi a disposizione dalle associazioni animaliste sparse in varie località del Nord d’Italia. Il suo proprietario, l’allevatore settantenne Bruno Motta è infatti ancora accusato di maltrattamento e fino a quando non si concluderà il processo (tra l’altro la prima udienza non c’è ancora stata) gli animali rimarranno sotto sequestro, affidati ai nuovi custodi giudiziari. Hanno infatti preso il posto del sindaco Roberto Maviglia, che ha lasciato l’incarico che gli era stato affidato dalla Procura, dopo che qualche mese fa l’allevatore che aveva presentato un’offerta per acquistarle si era tirato indietro. E così mercoledì 31 marzo, di buon mattino è iniziato il trasporto dei primi nove capi, fra manzi, mucche e vitellini, nei rifugi piemontesi. Sul posto insieme al camion per il trasporto si sono presentati anche i membri dell’associazione Uti (Unione tutela per tutti) che insieme a Vita da Cani, ora hanno in carico 25 dei circa quaranta capi di bestiame posti sotto tutela dalla Procura (nei prossimi giorni toccherà anche alle vacche poste sotto la tutela del Meta, il Movimento etica tutela animali e ambiente).

Un’operazione lunga, ma senza particolare momenti di tensione

Bruno Motta inizialmente si è opposto al trasloco dei vitellini. Voleva che rimanessero nella sua stalla per poterli rivendere. A quel punto gli animalisti hanno chiamato il sindaco e fatto venire in loco una pattuglia della Polizia Locale. Nel frattempo si sono messi in contatto con il suo legale, per inoltrargli l’ultimo provvedimento della Procura nel quale si notifica ufficialmente la revoca della vendita, ma anche l’affido dei cuccioli a terzi. A quel punto, su suggerimento dell’avvocato, che non ha comunque intenzione di issare bandiera bianca, Motta, sconsolato, si è limitato ad assistere al trasloco. Ma la vicenda, quantomeno a livello giudiziario sembra ben lungi dall’essersi conclusa.

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Il servizio completo sulla Gazzetta dell’Adda in edicola e in versione sfogliabile web per pc, smartphone e tablet da sabato 3 aprile 2021.