Cronaca
Tribunale

Anziano investito e ucciso mentre era in vacanza: automobilista verso il processo

Si avvicina l'udienza preliminare per la morte di Antonio Leonardo, residente a Cologno Monzese: la tragedia avvenne a Crotone.

Anziano investito e ucciso mentre era in vacanza: automobilista verso il processo
Cronaca Martesana, 16 Marzo 2022 ore 11:25

Anziano investito e ucciso mentre era in vacanza: automobilista verso il processo. Si avvicina l'udienza preliminare per la morte di Antonio Leonardo, residente a Cologno Monzese: la tragedia avvenne a Crotone.

Investito e ucciso da un'auto: si avvicina il processo

L’automobilista di 45 anni, ritenuto l’unico responsabile dell’incidente accaduto il 21 agosto 2020, deve rispondere di omicidio stradale: l'udienza preliminare è fissata per il 27 aprile 2022.  Nulla e nessuno potranno mai restituire ai suoi affetti Antonio Leonardo, ma i suoi familiari hanno ricevuto quanto meno la consolazione che il loro caro non ha colpa alcuna dell’incidente di cui è rimasto vittima il 21 agosto 2020 nella sua città di origine, Crotone, e che l’unico responsabile, l’automobilista che l’ha investito, sarà chiamato a risponderne in giudizio. A conclusione delle indagini preliminari per la tragica morte dell'83enne pensionato di Cologno Monzese (aveva compiuto gli anni il giorno prima del sinistro), la pm della Procura di Crotone Ines Bellesi ha chiesto il rinvio a giudizio per l'automobilista F.A., residente nella città calabrese. E il Gup Romina Rizzo ha fissato al 27 aprile 2022, alle 9, l’udienza preliminare.

Operaio in pensione, tornava regolarmente nella sua città d'origine

L’anziano, ex operaio della Magneti Marelli, aveva mantenuto solidi legami con la sua città natale dove aveva vissuto per quarant’anni e nella quale, prima di trasferirsi a Cologno, aveva gestito un noto negozio di abbigliamento. Ogni estate vi faceva ritorno per trascorrere qualche settimana di vacanza. La sera del 21 agosto, attorno alle 21, Antonio stava attraversando a piedi via Miscello Da Ripe, strada urbana con il limite di 50 chilometri orari, per raggiungere dall’altro lato della strada piazzale Nettuno. Non era sulle strisce pedonali, ma ciò non ha alcun rilievo nello specifico in quanto nel raggio di centro metri non vi era alcun altro attraversamento, come ha accertato anche Luigi Lopez, ingegnere e consulente tecnico incaricato dal sostituto procuratore di redigere una perizia cinematica per stabilire dinamica, cause e responsabilità del sinistro. Alle operazioni peritali ha partecipato anche l’ingegnere Stefano Romano, consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini cui si sono affidati i congiunti dell’anziano per tutte le attività finalizzate al perseguimento dell’iter risarcitorio, tramite il consulente legale Giuseppe Cilidonio.

Il pensionato aveva quasi terminato di attraversare la strada

Il Ctu ha evidenziato che il pedone "era ormai giunto nella fase finale del suo attraversamento", quando è stato centrato dalla Toyota Auris condotta dall’indagato che procedeva a una velocità di 52 km/h (dato certo, la vettura era dotata di scatola nera che ha registrato il "crash" a quell’ora e a quell’andatura) e che, per sua stessa ammissione, non ha proprio visto il pensionato: sull’asfalto non è rimasta alcuna traccia di frenata se non dopo l’urto, né l’automobilista ha compiuto alcuna manovra di emergenza. E questo nonostante il tratto stradale fosse rettilineo e pianeggiante, la serata bella e la strada sufficientemente illuminata, come rilevato dai periti che hanno compiuto un sopralluogo ad hoc in condizioni ambientali simili.

Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi

L’impatto era stato terribile: il pensionato venne dapprima urtato all’altezza della gamba destra, riportando la frattura della tibia, quindi era stato caricato sul cofano, picchiando violentemente il capo sul parabrezza e venendo sbalzato sull’asfalto sul lato destro della macchina. Le sue condizioni erano parse subito disperate, tanto che era stato allertato anche l’elisoccorso che lo aveva trasportato all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dove i medici avevano fatto il possibile per salvarlo, ma i politraumi riportati erano troppo gravi: spirò poche ore dopo, sabato 22 agosto.

"Condotta di guida negligente"

"Pur avendo avuto l’automobilista sufficienti condizioni di avvistabilità e di percezione del pericolo e sufficiente spazio a disposizione per arrestare il veicolo alla velocità con cui viaggiava, non è riuscito a evitare l’investimento della vittima - si legge nella perizia del consulente tecnico della Procura - L’indagato non si è avveduto in tempo del pericolo, rappresentato dal pedone in fase di attraversamento, pur risultando quest’ultimo ben visibile da una distanza tale che una condotta di guida priva di negligenza, imprudenza e imperizia ne avrebbe impedito l’investimento. Le cause dell’evento sono da imputare alla negligente e imprudente condotta di guida tenuta dal conducente".

La richiesta di rinvio a giudizio

Da qui dunque la richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pm, che contesta all’automobilista di aver causato per colpa la morte di Leonardo, colpa consistita appunto nella "negligenza e imprudenza e nella violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale", con particolare riferimento agli articoli 141 e 191 del Codice della strada, "per aver omesso di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza onde evitare l’impatto con il pedone, in particolare di frenare e di arrestare tempestivamente la marcia, entro i limiti del suo campo di visibilità", e per "non aver consentito ad Antonio Leonardo, che aveva già iniziato l’attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungerne il lato opposto in condizioni di sicurezza".

Il risarcimento ai parenti

La figlia Alessandra e i due amati nipoti dell’anziano, attraverso Studio3A, sono già stati risarciti dalla compagnia di assicurazione della vettura, ma ora si aspettano anche una risposta in sede penale per rendere almeno un po' di giustizia al papà e al loro nonno.

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