Un raid mirato, fulmineo e dai danni ingenti. Nella notte tra sabato e domenica scorsa, 30 e 31 maggio 2026, i ladri di rame hanno preso di mira le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici del territorio rodanese, colpendo sia la stazione di Millepini, in via Papa Giovanni XXIII, sia quella di Lucino, in via Turati.
Rubati i cavi di rame
Un copione che si è ripetuto identico: i malviventi hanno tranciato di netto i pesanti cavi collegati alle colonnine per appropriarsi del prezioso oro rosso contenuto all’interno, presumibilmente da rivendere poi sul mercato nero.
L’allarme è scattato immediatamente: il sistema ha inviato un messaggio diretto alla società di gestione non appena il circuito è stato interrotto. I tecnici sono intervenuti tempestivamente per mettere in sicurezza l’area, scongiurando qualsiasi pericolo. Dal punto di vista della sicurezza pubblica, infatti, non c’è stato alcun rischio di folgorazione: la corrente elettrica viene erogata ed è attiva solo nel momento in cui l’utente striscia l’apposita tessera per avviare la ricarica.
Colpiti anche altri Comuni
I Carabinieri hanno già avviato le indagini e stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili. Non si tratta di un caso isolato, bensì di un vero e proprio attacco coordinato su scala sovracomunale: analoghi danneggiamenti sono stati registrati a Settala e in diversi altri Comuni della provincia.
Per la comunità però è un colpo doppio. L’iter per l’installazione e l’attivazione delle colonnine a ricarica rapida era stato lungo e complesso, durato circa un anno. Tra l’altro, non ancora concluso per la colonnina di via Papa Giovanni XXIII, l’unica non ancora attiva. Un ritardo dovuto alla necessità di adeguare i contatori, dato che due di quelli precedentemente installati non erano idonei a supportare la potenza richiesta. I tecnici sono già al lavoro e la speranza, in primis quella del sindaco Rodolfo Corazzo, è che il servizio possa essere ripristinato a breve.
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