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crisi dei dottori

Incontro sulla sanità a Caleppio di Settala: "Basta politica, vogliamo il medico!"

Un confronto con esperti sulle pecche del sistema lombardo, tra i relatori anche Carlo Borghetti. L'uditorio in aula al termine è insorto nel corso del dibattito.

Incontro sulla sanità a Caleppio di Settala: "Basta politica, vogliamo il medico!"
Attualità Martesana, 19 Maggio 2022 ore 11:56

I carichi di lavoro insostenibili e la carenza di personale hanno reso un problema più che mai evidente l'esercizio della professione di medico di base. I circoli Acli di Caleppio e Settala hanno organizzato un incontro per affrontare i problemi della sanità in Lombardia.

Incontro sulla sanità a Caleppio di Settala

Il centro polivalente di Caleppio ieri, mercoledì 18 maggio 2022, ha ospitato un incontro organizzato dalle Acli, col segretario Alberto Allevi come moderatore, in cui i relatori invitati hanno tentato di mettere in luce i principali problemi della sanità in Lombardia, proponendo qualche spunto per migliorare la condizione dei pazienti. In particolare Carlo Borghetti, vice presidente del Consiglio regionale e oppositore dell'ultima riforma sanitaria lombarda, ha sottolineato la mancanza totale di organizzazione nell'assistenza domiciliare e soprattutto l'errore di aver favorito una prospettiva ospedalocentrica piuttosto che rinforzare il settore dei medici di famiglia.

"Adesso sta passando un treno formidabile - ha dichiarato - I fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) sono un'opportunità dall'Europa. Ma non investiamo sul progetto delle case di comunità come sta facendo adesso chi è al governo in Regione, perché con questa fretta di tagliare nastri non si sta portando ad altro che a confermare la situazione attuale, nociva per i pazienti e che spiana la strada al privato. Non possiamo considerare la salute un mercato e i pazienti dei clienti. Questo vorrebbe dire privilegiare chi può pagarsi le cure ma quanti hanno più bisogno, e mi riferisco alle fasce fragili, sono i primi a essere tagliati fuori. Valutiamo le esigenze del territorio e cerchiamo di fare delle case della comunità luoghi per la presa in carico globale della persona".

Un altro spunto preso è provenuto da Orazio Reolon, che si è fatto portavoce del progetto Nuovo ospedale pubblico della Martesana, con cui si propone di creare un polo in grado di fare concorrenza al privato (San Raffaele), sfruttando i fondi in ingresso, che vada a sostituire i nosocomi di Melzo e Cernusco. Insomma, unire le forze e investire sul pubblico. Hanno poi detto la propria anche Delfina Colombo, vice presidente delle Acli di milanesi, con delega alla Sanità, che ha spiegato con accenno alla riforma Formigoni le più gravi criticità del sistema attuale, e il dottore Daniele Moca, che esercita a Colturano, e ha spiegato la situazione dal punto di vista di un professionista del settore.

La reazione del pubblico

Chi ha applaudito agli interventi, chi invece ha storto il naso, sostenendo che il tutto avesse un po' il sapore di campagna elettorale del Pd. A ogni modo, qualche presente in sala, nel corso del dibattito finale, ha alzato la voce: "Non vogliamo parlare di politica! A Caleppio non abbiamo il dottore!" E in effetti mancano i medici, e Settala ha sofferto particolarmente della carenza di figure. Adesso, per esempio, c'è un sostituto provvisorio, che non riesce a gestire le esigenze di tutto il paese. Un malcontento generale ha attraversato la sala, chi ha espresso i propri disagi, chi ha cercato di chiedere una mano. Una conclusione su cui tutti erano d'accordo, indipendentemente dalla corrente politica, però, c'è stata: basta con il numero chiuso a medicina, hanno sostenuto. "Medicina è una facoltà che fa selezione naturale, non serve sbarrare l'ingresso a chi vuole cimentarvisi", questo ha dichiarato Paolo Barone, primario anestesia all'ospedale Sant'Anna di Como. Oltre a questo, è emersa la necessità, sostenuta dai relatori, in particolare dal dottor Moca, di rendere più appetibile la professione di medico di base, che, per le condizioni in cui sono costretti a esercitare, è vista come ultima spiaggia da chi si affaccia al mestiere.

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