sanità

Doccia fredda medici di famiglia: 600 domande, ma al corso se ne presentano solo 310 (per 481 posti a disposizione)

La segretaria regionale Fimmg Anna Carla Pozzi lo ha definito un flop: "Colpa dell'incertezza che avvolge la professione e del depotenziamento dei medici come primo riferimento per la popolazione"

Doccia fredda medici di famiglia: 600 domande, ma al corso se ne presentano solo 310 (per 481 posti a disposizione)
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Se qualcuno aveva cantato vittoria pochi mesi fa, si è già ricreduto. Perché a fronte di 600 domande per il corso regionale per medici di famiglia, solo 310 dottori si sono presentati fisicamente. Poco più della metà e decisamente meno dei posti disponibili ossia degli ambiti carenti a livello lombardo: 481.

Flop dei medici di base

A lanciare l’allarme è la Fnmmg, la Federazione nazionale medici di Medicina generale a seguito dei candidati che si sono presentati al concorso per accedere al corso triennale di Medicina generale che metteva al bando 481 posti. Sono soltanto 310 i nuovi medici, poco più del 50% di quelli attesi.

Una riflessione è doverosa: sulla scelta pesa l’incertezza che avvolge la professione nei prossimi anni, in uno scenario che sembra privilegiare attività sempre più spersonalizzate e in cui manca qualsiasi valorizzazione del medico di famiglia libero professionista, dotato di un proprio studio organizzato con personale amministrativo, infermieri e strumenti diagnostici, quale primo riferimento per la popolazione

ha commentato la segretaria regionale Anna Carla Pozzi, dottoressa di stanza a Pioltello che senza giri di parole ha definito la situazione un vero e proprio flop. Pur riconoscendo l’importanza del collegamento e della presenza del medico di famiglia nelle Case di Comunità, il messaggio che è passato è quello di una progressiva assimilazione della figura del medico di famiglia nell’area sempre più spersonalizzata del pubblico impiego.

Se a livello regionale non si apre un confronto volto a potenziare l’attività degli studi medici diffusi nei quartieri delle città e in tutto il territorio, la fine della figura del medico di famiglia sarà inevitabile – ha aggiunto la dottoressa Pozzi –  Stiamo analizzando, non senza preoccupazione, le proposte provenienti dalla Direzione Generale Welfare in vista di un incontro di trattativa programmato per il 27 ottobre, e stiamo raccogliendo le osservazioni provenienti da tutte le nostre sezioni provinciali.