Polemiche e attriti

Che fine hanno fatto gli sceriffi della Besozza? Saltata la convenzione con il Comune

Manca l'accordo tra l'Amministrazione di Pioltello e i volontari di Aeop: causa del contendere il contributo economico e la rendicontazione dei servizi effettuati

Che fine hanno fatto gli sceriffi della Besozza? Saltata la convenzione con il Comune

Che fine hanno fatto gli “sceriffi” del Parco della Besozza? Da oltre un anno, infatti, non c’è più traccia dei volontari di Aeop, l’Associazione europea operatori di polizia.

Salta la convenzione con Aeop

Era il 2023 quando, primo Comune della Martesana, Pioltello sottoscriveva una convenzione con il sodalizio per garantire un presidio nei parchi cittadini e in particolare nel Bosco della Besozza, «alleanza» che è stata ampliata quando la sindaca Ivonne Cosciotti aveva deciso di nominare gli operatori di Aeop «accertatori ecologici», dando loro la possibilità di sanzionare coloro che non rispettano il regolamento di Polizia urbana nel campo di abbandono dei rifiuti e gestione degli animali domestici. Dopo due anni di collaborazione, però, qualcosa si è rotto e nel 2026 il banco è saltato con la mancata firma sul rinnovo della convenzione.

La richiesta di un contributo economico

Come accade in altri Comuni in cui prestiamo servizio, abbiamo chiesto anche a Pioltello di prevedere una forma di rimborso economico per sostenere i costi dell’associazione per i servizi di presidio del territorio – ha spiegato il presidente di Aeop Costantino Carraro – E’ vero che siamo volontari, ma le divise, la benzina e le attrezzature sono spese che a oggi dobbiamo coprire con le nostre sole forze. Visto che altre Amministrazioni hanno deciso di premiare il nostro impegno con una sovvenzione economica, ci sembrava doveroso inserire la stessa voce anche nella convenzione con Pioltello.

Rendicontare la presenza dei volontari

Ed è qui che sono nati gli attriti. Perché a fronte del riconoscimento economico, l’Amministrazione ha chiesto ad Aeop di garantire un numero minimo di servizi volti a rendicontare le risorse messe a bilancio dall’ente. Una proposta che Carraro ha definito inammissibile.

Parliamo di un contributo che va dai 500 ai mille euro, che non copre nemmeno le spese che sosteniamo – ha spiegato – Imporre un numero minimo di servizi a una realtà di volontariato significa ingabbiarla come fosse un’azienda privata. Ma in quel caso i costi per il Comune sarebbero ben diversi. Nonostante Pioltello per tre anni abbia goduto del nostro lavoro gratuitamente, oggi non ci viene nemmeno riconosciuto quello che tutti gli altri Comuni fanno senza alcuna richiesta pretenziosa nei nostri confronti. Ci tengo a ricordare che negli anni in cui abbiamo operato come accertatori per l’ente abbiamo emesso sanzioni per oltre 3.500 euro, oltre a garantire il presidio e la presenza che ci era stata richiesta.

Una situazione di «muro contro muro» che non sembra destinata a risolversi nel breve tempo:

Ho più volte sollecitato un incontro con la sindaca senza nemmeno ricevere una mail di risposta dalla sua segreteria – ha concluso Carraro – Siamo una dozzina di volontari che si impegnano generosamente per il proprio Comune, chiediamo solo rispetto e un aiuto per le nostre attività.