Lutto

La città dice addio a Enzo Costa, pittore, scultore e artista delle forbici

Il pioltellese aveva 81 anni e si è spento a seguito di una malattia improvvisa. La sua vita è stata degna di un romanzo, il suo ricordo resterà nelle opere e nella sua amata famiglia

La città dice addio a Enzo Costa, pittore, scultore e artista delle forbici

Una vita ricca di passione, di amore, di famiglia e di relazioni. La vita di un’artista perché, in fondo, Enzo Costa ha vissuto seguendo il suo estro e il suo cuore. Si è spento a 81 anni vinto dalla malattia, ma il suo ricordo resterà per sempre vivo in chi lo ha conosciuto e nelle opere che regalato alla comunità di Pioltello.

Addio all’artista Enzo Costa

Originario di Napoli, ancora ventenne arriva a Pioltello dopo il matrimonio con la sua amata Nunzia. Un’unione per cui hanno dovuto combattere visto che i due erano fratellastri, dopo che il padre di lei aveva sposato la madre di lui, allora vedova. Ci volle il benestare di Papa Paolo VI per benedire le nozze, che portarono alla gioia di cinque figli (Nando, Ketti, Paolo, Deborah e Daniele) e dieci nipoti. Perché la famiglia, per Enzo, era sempre al primo posto, come ha ricordato il primogenito Nando.

Perse il padre molto giovane e la mamma, non potendo permettersi di mantenerlo, lo mandò in collegio dove rimase fino ai 12 anni – ha raccontato – Per questo il suo sogno era creare una famiglia numerosa e unita, proprio come siamo oggi.

Una vita segnata dall’amore e dalla passione

Un animo da artista che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, a cominciare dal suo lavoro come parrucchiere a Pioltello prima, a Milano poi. Pittura, scultura, ma anche scrittura e poesia, tutto ciò che era fantasia e creatività era oggetto dello studio e della pratica di Costa. Una delle sue opere svetta ancora nel parco di via Tobagi, a Seggiano: la statua in memoria di Antonello Gulino, il ragazzo che trovò la morte colpito da un fulmine mentre giocava a calcio.

Mio padre se ne è andato in 4 mesi, colpito da un male che non gli ha lasciato scampo – ha raccontato il figlio Nando – E’ stato un periodo durissimo che ha trascorso tra un ospedale e l’altro. In particolare al Policlinico di Milano ha trovato persone di cuore che, specialmente dal punto di vista umano, lo hanno accompagnato nel suo ultimo cammino. A loro e a tutte le persone che hanno dimostrato l’affetto per nostro padre va la nostra gratitudine

E Costa è stato artista sino all’ultimo: in un letto di ospedale, con carta e matite colorate, ha realizzato dei quadretti che ha donato a infermieri e medici. Il suo modo, fino in fondo, di esprimere l’amore per la vita e per gli altri attraverso la sua anima che diventava opera.

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