Ancora lavoratori in sciopero davanti ai cancelli della Mapal di Gessate contro i licenziamenti. La trattativa sindacale sino a oggi non ha portato a una modifica della richiesta di esuberi da parte dell’azienda. Così la protesta è ripresa oggi, martedì 15 settembre 2026.
Spostamento della produzione in Germania
A fine luglio la multinazionale tedesca ha annunciato la decisione di tagliare 38 degli 85 dipendenti, in particolare tutti coloro che sono impiegati nella produzione. Si salvano (ma secondo i sindacati è solo un “per ora”) gli amministrativi.
La scelta dell’azienda è stata di concentrare tutta la produzione in Germania. Provvedimenti analoghi, secondo quanto riferiscono i referenti sindacali, riguardano infatti anche l’Inghilterra, l’Irlanda e il Giappone.
Mapal è specializzata nella lavorazione dell’alluminio e, a Gessate, la produzione era finalizzata soprattutto all’automotive.
GUARDA LA GALLERY (8 foto)
“Non deve cessare la produzione”
Dopo lo sciopero del 2 settembre, le parti si sono incontrate tre volte, l’ultima ieri, lunedì 14 settembre. Così Manuela Musolla dirigente sindacale della Fiom Cgil:
Chiediamo di non chiudere la produzione in Italia. Comprendiamo le difficoltà dell’automotive, ma abbiamo suggerito di spostare qui altre linee produttive.
Se c’è questo intento, siamo anche disposti a discutere di ammortizzatori sociali. Da parte dell’azienda c’è stata una totale chiusura e chiedono solamente la cassa integrazione per cessazione attività.

“Pagati senza lavorare”
In realtà la decisione è già operativa. Così Gabriele Cremonesi, delegato Rsu Fiom:
Di fatto hanno già spostato tutto. Abbiamo concluso le ultime commesse nei giorni scorsi. Così ci hanno chiesto di restare a casa. Ci pagherebbero ugualmente fino alla chiusura della vertenza, prevista per metà novembre.
Non è un trattamento dignitoso per i lavoratori, per cui veniamo lo stesso
In caso di esuberi ovviamente la partita più difficile è per gli operai over 55, almeno una dozzina, i più difficili da ricollocare. Solo uno invece, potrebbe arrivare alla pensione dopo due anni di Naspi. Una situazione dunque molto difficile.

“Manca una politica industriale del Governo”
Manuela Musolla ha annunciato il coinvolgimento delle istituzioni. Oggi la sindaca di Gessate Lucia Mantegazza ha fatto visita al presidio esprimendo solidarietà ai lavoratori in sciopero.
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
La sindaca Lucia Mantegazza (vestita di scuro) mentre incontra lavoratori e rappresentanti sindacali
Inoltre è stata chiesta un’audizione in Regione per portare l’attenzione del Pirellone e dalla Giunta regionale sul caso Mapal.
Al presidio era presente anche Elena Dorin, segretaria generale della Fiom Cgil di Milano:
C’è un filo rosso che unisce queste crisi “più piccole” con quelle più grandi , come quella di Electolux ed è la deindustrializzazione. Quello che noi denunciamo è la mancanza di una politica industriale del Governo, che non deve intervenire solo per sostenere i lavoratori quando sono stati messi fuori dai cancelli, ma soprattutto quando sono ancora dentro le fabbriche.
E’ un problema non solo italiano, ma più in generale europeo. La Ue è nata sulla base di principi di solidarietà e reciproco sostegno, nella consapevolezza che insieme si è più forti.
Ora invece assistiamo a una mera operazione protezionistica: la Germania è in difficoltà e la sua prima reazione è riportare tutta la produzione all’interno dei propri confini.
Vuoi restare aggiornato in tempo reale sulle principali notizie locali dell’Adda Martesana? Vuoi conoscere in anteprima le nostre iniziative ed entrare a far parte della community di Primalamartesana.it – Gazzetta della Martesana – Gazzetta dell’Adda?
Allora iscriviti al nostro canale whatsapp Prima LaMartesana: è gratuito e basta un semplice click! (CLICCA QUI)
Elena Dorin