Cade oggi, giovedì 3 settembre, l’anniversario della morte di Gaetano Scirea, capitano della Juventus e della Nazionale, originario di Cernusco sul Naviglio.
Il tragico incidente
Come ogni anni in tanti tifosi e non, commemorano questa data per la tragica scomparsa di una figura che ha incarnato i valori di lealtà, fedeltà e impegno che sono caratteristici dello sport.
Il 3 settembre 1989 Scirea si trovava a Babsk in Polonia, dove, in qualità di allenatore in seconda della Juventus, era stato incaricato di assistere a un incontro della squadra contro cui i bianconeri avrebbero dovuto giocare in Coppa Uefa, il Górnik Zabrze.
Durante il viaggio di ritorno verso l’aeroporto di Varsavia, l’auto su cui viaggiava Scirea, accompagnato da un autista locale, da un interprete e da un dirigente della squadra polacca, fu tamponata da un furgone e prese fuoco. Degli occupanti si salvò solo il dirigente.
Il trasferimento a Cinisello
Per ragioni di lavoro il padre di Gaetano Scirea si trasferì a Cinisello Balsamo quando Gaetano aveva 5 anni e il fratello maggiore, Paolo, 8. Qui iniziò a giocare nella squadra locale della Serenissima e poi nell’Atalanta.
Il fratello, mancato nel 2022, restò poi nell’ambiente della Serenissima anche come dirigente e presidente. Da questa sera e fino a domenica a Cinisello ritorna come da tradizione il memorial Scirea, un torneo dedicato ai piccoli calciatori.
Il ricordo della Juventus
Anche la Juventus ha dedicato un messaggio all’indimenticato campione:
Ogni 3 settembre trascorso da quella tragica giornata del 1989 che colse tutti di sorpresa è diventato un momento di ricordo doloroso e indelebile nel cuore di tutti i tifosi bianconeri.
La sua capacità di interpretare lo sport, il lavoro e la vita lo ha portato nel corso della sua carriera a diventare un riferimento apprezzato dagli appassionati di calcio e non solo. Un uomo talmente grande da essere in grado di superare gli stretti limiti a cui spesso è confinata la figura del giocatore.
Un modello, un esempio, un capitano per tutta la famiglia juventina.
Un compagno di viaggio che ci ha lasciato troppo presto — trentasei infatti erano gli anni di Scirea nel momento dell’incidente che ci ha portato via un uomo straordinario e uno dei giocatori più vincenti della storia del nostro club.
Oggi, a trentasette anni di distanza, il suo ricordo vive più forte che mai. Manchi a tutti noi, capitano