Maxisequestro di droga da parte dei Carabinieri. Nel pomeriggio del 19 agosto, i militari della stazione di Capriate San Gervasio hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti lungo la Strada Provinciale 170. L’intervento ha portato all’arresto in flagranza di reato di due cittadini di origini nordafricane, di 55 e 41 anni, con un ingente quantitativo di droga occultato nell’abitacolo.
Posto di controllo
L’operazione è scattata durante un posto di controllo all’altezza di via Genova. L’attenzione della pattuglia è stata attirata da un’autovettura con targa svizzera, il cui conducente ha mostrato un’evidente esitazione alla vista dei militari. Imposto l’alt al veicolo, i Carabinieri hanno proceduto al controllo degli occupanti. Mentre il conducente forniva regolarmente i propri documenti, il passeggero ha improvvisamente tentato la fuga a piedi. La prontezza operativa di uno dei militari ha permesso di raggiungere e bloccare immediatamente il fuggitivo.
La successiva perquisizione veicolare ha permesso di rinvenire, occultata nei pressi del sedile del passeggero, una voluminosa busta della spesa di plastica. All’interno, un vero e proprio “tesoro” della droga:
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1,170 kg di cocaina, custoditi in un pacco termosaldato;
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3 kg di hashish, suddivisi in 6 confezioni contenenti 5 panetti ciascuna.
I due arrestati
I due uomini, entrambi disoccupati, sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso.
Il conducente, residente a Brembate, risulta gravato da precedenti per danneggiamento, appropriazione indebita e falso. Il passeggero, invece, è risultato irregolare sul territorio nazionale e possiede precedenti specifici in materia di stupefacenti.
All’operazione hanno preso parte anche i Carabinieri di Zingonia. Una successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione del 55enne a Brembate ha dato esito negativo.
Al termine delle formalità di rito, la droga è stata posta sotto sequestro e i due arrestati sono stati tradotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
