Questa volta i “botti” sono stati avvertiti al mattino, ma contro dei piccioni. Il fragore degli spari già alle 7 di ieri, mercoledì 12 agosto 2026, non ha lasciato dubbi a chi vive in zona a Pioltello.
Scatta l’abbattimento dei piccioni
I residenti nei pressi di via Primo Maggio hanno scoperto ben presto l’origine di quel risveglio: l’avvio delle operazioni previste dal Piano di controllo del piccione promosso da Regione Lombardia, che punta all’abbattimento di ben 220mila esemplari in tutto il territorio regionale.
Che le operazioni, che non riguardano solo il territorio di Pioltello, fossero iniziate lo ha confermato l’assessore Giuseppe Bottasini. Ai pioltellesi che, sui social, chiedevano da dove provenissero i colpi d’arma da fuoco, l’esponente di Giunta ha fatto riferimento proprio al Piano regionale.
“E’ in corso un abbattimento di piccioni autorizzato dalla Regione – ha scritto – Non è caccia indiscriminata e non riguarda solo la nostra città”.
Cosa prevede la Legge regionale
La misura è legata al Piano di controllo regionale del piccione domestico e dei corvidi 2025–2029, nato con l’intento dichiarato di arginare i gravi danni alle colture agricole e prevenire rischi igienico-sanitari.
A dare il via libera operativo sono state le recenti delibere regionali (n. 6348 del 22/06/2026 e n. 6393 del 29/06/2026), che regolano il prelievo venatorio e il controllo della specie. Attraverso queste disposizioni, i cacciatori formati e gli operatori faunistici autorizzati, dopo aver presentato domanda entro inizio agosto, sono stati abilitati alle operazioni di cattura e abbattimento.
Le alternative incruente: la “via etica” di Bergamo
Mentre in diversi Comuni si imbracciano i fucili, da altre parti della Lombardia si dimostra che prevenire la proliferazione dei volatili è possibile anche senza spargimenti di sangue. È il caso di Bergamo, che ha scelto di adottare un metodo di sterilizzazione incruento e progressivo. A spiegarne il funzionamento è Oriana Ruzzini, assessore all’Ambiente:
“Mentre in alcuni Comuni sono in atto campagne di contenimento estremamente cruente, a Bergamo per ridurre le colonie usiamo il mangime sterilizzante. In 15 aree della città ogni giorno gli operatori somministrano mais trattato con nicarbazina, un farmaco selettivo che permette ai piccioni di deporre uova non fecondate, senza danneggiare altre specie di volatili”.
Un progetto avviato nel 2023 sotto la supervisione scientifica dell’Università di Genova e che, come sottolinea la stessa amministrazione bergamasca, sta garantendo il controllo delle nascite nelle piazze storiche nel rispetto del benessere animale.
La vicenda delle nutrie di Milano2
L’esperienza di Bergamo, così come altre gestioni incruente della fauna selvatica (tra cui il caso del contenimento delle nutrie a Segrate), dimostra che le alternative ai metodi drastici esistono e sono applicabili. La domanda che molti cittadini e associazioni si pongono, di fronte agli spari di questi giorni, è se non sia arrivato il momento di superare le doppiette in favore di soluzioni più etiche, moderne e meno pericolose o inquinanti.