Un vuoto immenso stringe il cuore della comunità dei biker lombardi. All’età di 60 anni si è spento negli scorsi giorni il gorgonzolese Roberto Regonesi, conosciuto da tutti affettuosamente come “Cucciolo”. Un soprannome che raccontava tutto di lui: un gigante con una bontà d’animo infinita, un uomo umile che metteva sempre al primo posto la fratellanza, il quieto vivere e l’armonia all’interno del gruppo.
L’anima dei Centauri Svalvolati
Nonostante un problema alla gamba che gli impediva di lavorare, Roberto non si faceva fermare da nulla quando si trattava della sua grande passione: le due ruote. Era sempre presente ai motoraduni, un punto di riferimento insostituibile.
Era stato membro, insieme a Gigi “Biker Svalvolato”, del gruppo dei Centauri Svalvolati, di cui ricopriva con orgoglio e dedizione il ruolo di segretario. Un gruppo nato a Lodi ma unito dallo spirito più puro del mondo custom, dove, come ricordano gli amici, nessuno era di più dell’altro
Eravamo tutti uguali, uniti dalla stessa passione. Ci siamo conosciuti qualche anno fa a un motoraduno. Ci siamo messi a confrontare le nostre moto e da lì è nato tutto. Abbiamo creato il gruppo e da allora ci vedevamo sempre in giro
I Centauri Svalvolati sono famosi nell’ambiente per la particolarità delle loro moto, e quella di Roberto era un vero e proprio capolavoro unico nel suo genere: una Yamaha Dragstar 1100 customizzata personalmente da lui con ben 3.500 luci LED, che illuminava le strade e i raduni a cui partecipava.
L’appello dei biker
Per onorare la memoria di Cucciolo, i Centauri Svalvolati e gli amici più cari hanno lanciato un appello a tutta la comunità dei biker per l’ultimo saluto, che si terrà domani, mercoledì 1 luglio 2026, alle 15.30.
L’invito è quello di presentarsi in sella alla propria moto direttamente presso la Casa del Commiato di Gorgonzola. Da lì, tutti i motociclisti partiranno uniti per un grande e rumoroso corteo in moto che accompagnerà Roberto fino alla Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, dove verranno celebrate le esequie.
L’obiettivo è salutarlo nell’unico modo che Roberto avrebbe desiderato: con l’affetto, l’energia e la voce dei motori per far sentire il loro rombo fin lassù.
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