Supernova Melzo. Questo il nome dell’opera d’arte che svetta sulla città. Sono stati tolti i ponteggi e finalmente si può ammirare l’opera in tutto il suo splendore. Un nome che è al tempo stesso un tributo al precedente murale che è stato eliminato causa maltempo, ma anche un aspirazione alla grandezza, all’energia che sprigiona un’esplosione stellare, una luce che brilla sul futuro della città come auspicio di coraggio, voglia di innovare e di diventare un luogo sempre più moderno e al tempo stesso accogliente.
La Supernova atterra a Melz0
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Gli artisti di Infinite Officine non hanno atteso un minuto: non appena gli operai hanno completato l’intervento di sostituzione dei pannelli coibentanti sulla parete dell’edificio d’angolo in via Cavour, si sono messi all’opera. Armati di decine di bombolette spray hanno fatto su e giù dal ponteggio per decorare gli oltre 150 metri quadrati di muro per restituire alla città quello che ne era diventato un simbolo. Nova Melzo, l’opera originaria, era stata commissionata nel 2018 dalla famiglia Arancio, i proprietari dello stabile, e realizzata sempre dagli artisti di Infinite Officine. Se all’epoca avevano voluto realizzare un tributo alla città e alla sua storia, Supernova Melzo, invece, strizza l’occhio verso il futuro.
Una visione futurista della città
Nella parte centrale che punta verso l’alto abbiamo ricreato una citazione della vecchia opera, con qualche modifica, ma a cambiare è stato lo scenario complessivo e la prospettiva dell’intero murale – ha spiegato Paolo Conti, in arte “Len”, uno degli artisti al lavoro sulla parete e responsabile del progetto – Nella parte bassa abbiamo richiamato alcuni elementi della zona di Melzo in cui ci troviamo, l’ex Galbani, con lo stabilimento storico, ma anche i giardini che sorgeranno in futuro quando sarà completato il progetto di riqualificazione del quartiere. Ci sono la stazione ferroviaria, disegnata in chiave futuristica, e alcuni palazzi moderni della nostra città. Nel centro la fontana dei Cavalli di piazza Vittorio Emanuele II, uno dei simboli di Melzo. Sullo sfondo abbiamo voluto ricreare lo skyline delle montagne che si vede proprio da questo punto guardando verso nord e, su una delle cime, abbiamo realizzato una piccola croce a ricordo di Luca Sinigaglia, l’alpinista eroe melzese morto la scorsa estate per salvare una collega. E’ una citazione che abbiamo fatto anche perché nel concorso d’idee che abbiamo aperto alla cittadinanza per coinvolgerla nella realizzazione del concept dell’opera qualcuno ha avanzato la proposta che ci è sembrata assolutamente accoglibile.
Tra simboli, ironia e sogni
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Nel murale altri luoghi simbolo di Melzo come la chiesa di Sant’Alessandro e tante citazioni che erano già presenti anche nell’opera precedente. Il richiamo al futuro e al sogno di modernità e di sviluppo sta nei treni volanti che solcano i cieli di Supernova Melzo.
Non aveva senso rifare il vecchio disegno, perché ogni opera d’arte è unica – ha spiegato Len – Abbiamo scelto di puntare su un disegno di fantasia dal forte impatto estetico e di colore. La prospettiva parte dal basso e invita lo spettatore a osservare i dettagli spingendo il suo sguardo sempre più in alto verso la punta di Supernova. Per sottolineare questo aspetto “contemplativo” e per ironizzare su una polemica degli scorsi mesi, nella parte in basso abbiamo realizzato delle panchine, con le sedute rivolte verso l’interno.
Insomma un invito a volgere gli occhi verso l’alto e verso il futuro, non solo mentre si contempla l’opera. Che sarà corredata di una targa identificativa, per ringraziare gli sponsor e chi ha reso possibile la realizzazione, ma che sarà dotata di un Qr Code che permetterà di rileggere la storia passata di Nova Melzo, affinché il ricordo di quel primo murale, che di fatto ha cambiato il volto della città, non vada perduta.