Tribunale

Barista di Mediaset morì sull’auto guidata da un ubriaco: 27enne patteggia 4 anni di pena

Arianna Alberga, residente a Cologno Monzese, aveva 26 anni. Ed è scontro con l'assicurazione per il risarcimento

Barista di Mediaset morì sull’auto guidata da un ubriaco: 27enne patteggia 4 anni di pena

Ha patteggiato 4 anni di pena il 27enne che, nel novembre del 2024, ha provocato la morte della colognese Arianna Alberga. La 26enne barista di Mediaset si trovava sul sedile del passeggero dell’auto guidata dall’imputato, andata a sbattere ad alta velocità contro un guardrail di viale Fulvio Testi, ai confini tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

Patteggia 4 anni di pena per la morte di Arianna

Il conducente, rimasto gravemente ferito, era poi risultato ubriaco, con una concentrazione di alcol nel sangue pari a 1,37 grammi per litro.

La vicenda penale per la tragica scomparsa della ragazza, residente a Cologno Monzese, si è conclusa giovedì 21 maggio 2026 al Tribunale di Monza, davanti al giudice Silvia Pansini, che aveva ritenuto non congrua una precedente richiesta di patteggiamento a 3 anni e mezzo.

Al 27enne è stata anche revocata la patente

Il 27enne, residente nel Lodigiano e con il quale Arianna aveva da poco avviato una relazione, ha subìto anche la revoca della patente. E a oltre un anno e mezzo dal sinistro, muovendosi con l’ausilio delle stampelle, porta ancora addosso le conseguenze fisiche di quella drammatica notte nella quale i due giovani avrebbero voluto raggiungere la Città alta di Bergamo.

La tragedia lungo viale Fulvio Testi

La Ford Focus, che viaggiava a quasi 170 chilometri orari in un punto dove vigono i 50 km/h, andò a schiantarsi contro la barriera in metallo, che trafisse l’abitacolo non lasciando scampo alla povera e innocente Arianna.

La battaglia legale sul risarcimento

I genitori della giovane si sono affidati all’avvocato Silvia Germinara, che ora ha avviato una causa civile contro l’assicurazione della controparte. Questo alla luce della liquidazione di un risarcimento di molto inferiore a quello che la famiglia ritiene congruo. La compagnia ha rifiutato un invito alla negoziazione, da qui l’aprirsi del processo civile che prenderà il via a ottobre.

“La nostra pena non finirà mai”, hanno commentato i genitori di Arianna, attraverso la voce di Germinara.