Eccellenza italiana

Dall’argento alle Olimpiadi agli infortuni che l’hanno tormentata: una stella annuncia il ritiro dalla ginnastica

La brembatese Giorgia Villa ha scelto di dire basta: "Con la mano tremante e gli occhi pieni di ricordi. È arrivato il momento di dire addio alla ginnastica"

Dall’argento alle Olimpiadi agli infortuni che  l’hanno tormentata: una stella annuncia il ritiro dalla ginnastica

Un post sui social per dire addio alla ginnastica artistica. E’ quello che ha fatto, nei giorni scorsi Giorgia Villa, l’atleta di Brembate vincitrice di un argento alle Olimpiadi di Parigi.

Addio alla ginnastica  artistica

E’ stata una scelta sicuramente difficile quella che ha compiuto nei giorni scorsi Giorgia Villa che, in un post, ha dato il suo addio alla ginnastica. Una disciplina che ha visto l’atleta brembatese salire sul podio delle Olimpiadi di Parigi con una medaglia d’argento al collo. Nel post Giorgia Villa si rivolge direttamente al suo sport, ripercorrendo una carriera luminosa ma anche tormentata dagli infortuni.

La lettera che spezza il cuore

Di seguito la “lettera” di Giorgia Villa alla disciplina che l’ha accompagnata per anni

 Cara ginnastica,
Non so se esistono parole giuste per dire addio a ciò che hai amato più della tua stessa vita. Ma oggi ci provo. Con la mano tremante e gli occhi pieni di ricordi. E’ arrivato il momento di dire addio alla ginnastica. Da dove inizio? Forse da quella bambina che entrava in palestra con i capelli sempre per aria e gli occhi pieni di sogni. Che si arrampicava ovunque, che non stava mai ferma, che amava sentire il proprio corpo volare. È iniziato tutto così, quasi per gioco. Ma quel gioco è diventato presto la mia strada, la mia casa, il mio mondo. La ginnastica mi ha dato tutto. Mi ha insegnato la forza, il sacrificio, la disciplina. Ma soprattutto mi ha insegnato a non mollare. Ho vissuto ogni gara con il cuore in gola e le mani tremanti. Dalle prime competizioni regionali, in cui anche solo indossare il body era un’emozione immensa, alle gare nazionali in cui ogni punto contava, ogni millesimo faceva la differenza. E poi le trasferte, le lacrime per un punteggio basso, le piccole vittorie che solo io sapevo quanto fossero grandi. Ogni medaglia, ogni applauso, ogni caduta: tutto è inciso dentro di me come se fosse successo ieri. Ho imparato a soffrire in silenzio, a rialzarmi quando sembrava impossibile, a lottare anche quando non avevo più forza. Quante notti ho passato sveglia, a pensare a quell’errore, a quel salto sbagliato, a quel decimo che mi aveva tenuta fuori dal podio. Ma ogni volta, tornavo in palestra con più fame, con più cuore, con più amore. L’Olimpiade a cui ho dovuto rinunciare è stata uno dei momenti più bui della mia carriera. Un sogno che si frantuma davanti ai tuoi occhi, senza poter fare nulla. Pensavo fosse finita. Pensavo di non avere più niente da dare. E invece no. Sono rimasta. Ho lottato. Ho rialzato lo sguardo e sono tornata a sognare. E alla fine, sono arrivata a Parigi. Ho sentito quell’adrenalina unica che solo un’Olimpiade può dare. Ho dato tutto. Ho lasciato il cuore su quella pedana. E ce l’ho fatta. Ho vinto una medaglia olimpica.

La medaglia d’argento, vinta nel concorso a squadre di ginnastica artistica da Giorgia Villa alle Olimpiadi di Parigi ha rappresentato un risultato storico per l’Italia che non vinceva un argento a squadre dal 1928 ad Amsterdam. Per Giorgia, invece, ha rappresentato il traguardo inseguito da una vita, ma anche una rivincita contro la sfortuna, che le aveva tolto i Giochi di Tokyo per un infortunio a pochi giorni dalla partenza.