C’è sconcerto a Cassina de’ Pecchi per quanto emerso riguardo a una funzionaria del Comune, Rosalia Brasacchio detta “Lia”. Prima è emerso che convive con Giancarlo Vestiti, 57 anni, imprenditore a Cambiago e agli arresti domiciliari in quanto considerato dagli inquirenti dell’inchiesta “Hydra” esponente di punta della Camorra. Ora risulta che anche lei è indagata per spaccio di droga.
Le rivelazioni del pentito
Giovedì mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano hanno provveduto a perquisire il suo appartamento a Cologno Monzese Comune dove Brasacchio è anche consigliera comunale.
Il tutto su delega dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, titolari dell’inchiesta sulla presunta alleanza in Lombardia tra emissari delle tre organizzazioni mafiose Cosa nostra, ’ndrangheta e Camorra.
L’accusa ipotizzata nei confronti di Brasacchio (avvocata e funzionaria del Comune di Cassina) e dello stesso Vestiti è detenzione di droga a fini di spaccio con l’aggravante mafiosa.
A tirarli in ballo è stato Gioacchino Amico, esponente del clan Senese (come Vestiti) e da febbraio pentito. E’ lui il personaggio salito nelle scorse settimane alla ribalta per un selfie del 2019 scattato con la premier Giorgia Meloni e per i suoi rapporti con alcuni vertici nazionali di Fratelli d’Italia.
Lo sconcerto in paese
All’emergere di tali notizie si sono moltiplicate le testimonianze politiche di sconcerto. Così la lista di minoranza Si Può in un comunicato:
La Lista Civica Si Può esprime preoccupazione per quanto emerge dall’inchiesta Hydra della Procura di Milano sulla criminalità organizzata in Lombardia, con particolare riguardo a fatti e persone del tessuto socio-politico della Martesana che, secondo il racconto tracciato dalla stampa locale e nazionale, graviterebbero intorno ad alcuni elementi dell’inchiesta, pur non essendone in tutti i casi direttamente interessati.
Apprendendo quanto già evidenziato dalla stampa, notiamo che la Dott.ssa Rosalia Brasacchio, risulta indagata per detenzione ai fini di spaccio di droga con aggravante mafiosa, ed è nel nostro Comune, per quanto di nostra attuale conoscenza, la responsabile dell’Area dei Servizi al Cittadino (servizi di segreteria, affari legali e contratti, servizi demografici e cimiteriali, protocollo e archivio), per nomina del sindaco Elisa Balconi mediante decreto sindacale.
La Lista Si Può, ribadisce l’aspettativa di collaborare con un’Amministrazione comunale con un’immagine informata al rispetto dei principi costituzionali di disciplina e onore. Che non presenti l’ombra ancorché di una indefinita prossimità, con vicende segnate dall’illegalità.
Nel fiducioso rispetto delle garanzie in ordine alla presunzione di innocenza, ci appelliamo al ruolo della sindaca Elisa Balconi affinché vengano poste in essere tutte le azioni possibili a tutela del nostro Comune.
Il Pd propone la sospensione cautelare dal servizio
Anche la segreteria del Pd ha chiesto all’Amministrazione di eseguire le verifiche interne del caso:
Apprendiamo dalla stampa che una funzionaria del Comune risulta essere indagata dalla Direzione distrettuale Antimafia per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante mafiosa.
Fermo restando il per noi sacro rispetto della presunzione di non colpevolezza, come da art. 27 della Costituzione, riteniamo però che la gravità dell’accusa, ove le indiscrezioni della stampa venissero confermate, imponga all’Amministrazione comunale di mettere in atto tutte le azioni utili a salvaguardare il buon funzionamento e l’immagine dell’Ente.
Chiediamo pertanto al sindaco e all’Amministrazione tutta, ognuno per quanto di propria competenza, di procedere a tutte le opportune verifiche sugli atti posti in essere dalla citata funzionaria, al fine di accertare il non coinvolgimento dell’Ente in attività infiltrative di organizzazioni mafiose.
Chiediamo altresì, anche a tutela dell’immagine dell’Ente, che vengano messe in atto tutte le azioni cautelari previste dall’ordinamento, eventualmente anche la sospensione cautelare dal servizio.
Chiediamo infine che all’esito dell’attività di analisi e di compliance interna si provveda ad informare, oltre che la Procura procedente, anche il Consiglio comunale, con modalità idonee a garantire il rispetto della tutela della riservatezza della fase d’indagine penale.
“Guardiamo con attenzione al caso”
Anche la lista di minoranza La Svolta ha fatto arrivare una nota sulla stessa linea:
“La Svolta” guarda con attenzione e preoccupazione alle notizie emerse nell’ambito dell’inchiesta Hydra che coinvolge diversi contesti della Lombardia e che, secondo quanto riportato dagli organi di stampa locali e nazionali, include incidentalmente anche il Comune di Cassina.
Stando a quanto riportato dagli organi di stampa, infatti, risulta che la responsabile dell’Area servizi al cittadino (segreteria, affari legali e contratti, servizi demografici e cimiteriali, protocollo e archivio), nominata con provvedimento dal sindaco, è indagata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante mafiosa.
Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, riteniamo doveroso che su vicende di tale delicatezza vi sia la massima chiarezza istituzionale, anche al fine di tutelare l’immagine e la credibilità dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità cassinese.
Per queste ragioni rivolgiamo al sindaco e alla Giunta, in particolar modo all’assessore con delega alla Legalità, un invito a valutare con la massima attenzione e a comunicare ogni conseguente iniziativa presa, ritenuta opportuna a salvaguardia dell’ente e dei cittadini affinché l’azione amministrativa continui a fondarsi sui principi di legalità, trasparenza e responsabilità pubblica.
“Amministrazione estranea”
La sindaca Elisa Balconi ha diffuso una nota per sottolineare la totale estraneità del Municipio cassinese all’intera vicenda.
In questi ultimi giorni la stampa ha dato grande risalto ad una inchiesta della Procura per episodi che vedono indagata anche una dipendente del nostro Comune.
Teniamo a precisare che il nostro Comune non è in alcun modo investito della questione.
La dipendente in oggetto è stata assunta in modo trasparente e a seguito di una graduatoria di un concorso pubblico indetto da un altro Comune a cui lei ha partecipato classificandosi ai primi posti.
Naturalmente non possiamo rimanere indifferenti a quello che sta succedendo e stiamo mettendo in atto, rispettando l’art. 27 della Costituzione sulla presunzione di innocenza, tutte le azioni che la normativa ci consente per tutelare il nostro Comune.
Sono episodi che nulla hanno a che fare con l’attività amministrativa del Comune che non è stato interessato da alcun atto di indagine né perquisizione.
Tutto questo è dovuto per totale trasparenza da parte dell’Amministrazione.