Che tra Cassina de’ Pecchi e il “suo” don Massimo Donghi fosse scoccata la scintilla, lo si era capito già quando era in paese. E ancor più lo si è toccato con mano ieri, mercoledì, durante i funerali.
Tre pullman da Cassina
Alla cerimonia funebre hanno partecipato più di 160 sacerdoti. Tre pullman sono partiti da Cassina, mentre tanti sono arrivati autonomamente in auto. La chiesa già alle 14.30 era piena da persone. Erano presenti quattro sindaci: di Limbiate, Cassina, Besana, e Seveso.
Da Cassina sono arrivati anche il comandante della stazione cittadina dei Carabinieri Davide Leone e quello della Polizia Locale Alessio Bosco.
Il ricordo della sindaca
La sindaca di Cassina Elisa Balconi ha portato il proprio ricordo, rivolgendosi direttamente a lui, don Massimo:
Don Massimo, quando due anni fa il vicario episcopale ha annunciato il tuo trasferimento a Limbiate ci sembrava una cosa difficilissima da superare. Non sapevamo che il tempo della prova e del dolore non era ancora cominciato.
Quello che hai rappresentato per la nostra comunità lo puoi vedere nei volti tristi e tirati dei cassinesi che non hanno voluto mancare oggi, per darti l’ultimo saluto, lo puoi vedere nei loro occhi rossi e nei fazzoletti zuppi di lacrime. Con te abbiamo trascorso nove anni; tantissimi i momenti belli: la prima esperienza che abbiamo condiviso è stata la gommonata.
Tu, io e la Protezione civile: Fuori la voce ci ha fatto navigare sul Martesana con il rischio concreto di incrociare qualche nutria. Eri terrorizzato. Ma ti sei prestato. Lo hai fatto per la gioia dei ragazzi e delle ragazze dell’associazione, per il loro entusiasmo, per fare Comunita. Perché tu eri così: uno di noi.
Il ricordo della pandemia
Abbiamo attraversato anche momenti brutti, come il Covid. Durante quei mesi bui ci sei stato vicino e ci hai supportato con una presenza costante e salda. Non hai mai vacillato. Abbiamo fatto la cerimonia di affidamento della nostra comunità a Maria, per testimoniare la presenza solida della diaconia.
Ti sei inventato il rosario in piazza, in pieno coprifuoco. Ci hai fatto impazzire con l’organizzazione, alla presenza proprio di sua eccellenza l’arcivescovo di Milano monsignor Delpini, che oggi celebra il tuo funerale.
Ma è stato un momento intenso e indimenticabile: scolpito nella memoria di tutti i cassinesi.
La croce di lana più grande del mondo
Ogni tua idea è sempre stata accolta con grande entusiasmo dalla nostra comunità, che sarà per sempre anche un po’ la tua comunità. Adesso ci sentiamo smarriti, soli, ci sentiamo tristi e senza speranza.
Non abbiamo la tua fede incrollabile e non riusciamo a dare un senso a quello che ti è successo. Siamo arrabbiati. Ma Sono certa che da lassù saprai ispirare nei nostri cuori disorientati, la comprensione, la speranza, la fiducia.
Troverai il modo di far sentire a tutti noi la tua presenza: non ti vedremo più con gli occhi, ma ti sentiremo vivo nei nostri cuori e nei nostri ricordi per sempre. Grazie Don Massimo per quel pezzetto di vita che abbiamo trascorso insieme. Ti vogliamo bene.
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