È un momento positivo per la Tritium. Dopo un campionato d’Eccellenza dominato, i biancazzurri sono tornati in Serie D, il massimo livello del calcio dilettantistico italiano. Eppure, tra le pieghe di un cielo sereno, si nascondono nuvole scure, addensate proprio sopra la casa del club abduano: la Rocca, lo stadio al civico 19 dell’omonima via. Da tempo si parla della necessità di importanti interventi di rinnovamento per un impianto iconico, ma anche complesso a livello logistico e che mostra ormai i segni dello scorrere degli anni. Già in passato il presidente della Tritium, Enrico Ortelli, ha sottolineato come la Rocca stia stretta al club biancazzurro e non sia più adatta, così com’è, alle necessità di un club che punta all’eccellenza, tanto con la prima squadra quanto con il settore giovanile. È stato così aperto un canale di comunicazione con l’Amministrazione e nell’ultimo anno lo stesso Ortelli ha lavorato a un progetto, che è stato depositato in Comune a fine maggio.
Il progetto presentato dalla Tritium
Il progetto finale prevede la trasformazione del campo principale da erba naturale a sintetico e la sostituzione dell’attuale manto artificiale del campo secondario con uno di ultima generazione (con il primo omologato per la Serie D e il secondo per la Terza, adatto quindi alle giovanili), la realizzazione di una nuova tribuna coperta e alcuni interventi mirati su quella scoperta. In più, la sistemazione degli spogliatoi, che rimarrebbero al loro posto, ma con il trasloco della sala stampa e dell’infermeria nella zona del bar, anch’essa oggetto di rinnovamento.
“L’ingresso in campo così com’è affascina sempre tutti – ha sottolineato Ortelli – Spostando però gli spazi dedicati a giornalisti e infermeria avremmo un totale di quattro spogliatoi per le squadre e tre per gli arbitri e potremmo così far giocare due gare del settore giovanile in contemporanea”.
Il silenzio dell’Amministrazione
Il valore complessivo dell’intervento è stimato in 3,5 milioni di euro.
“L’idea è che sia la Tritium a farsi carico dell’investimento e che il Comune, che è proprietario della struttura, rientri un po’ alla volta spalmando i fondi per la durata della concessione – ha proseguito Ortelli – Da fine maggio, però, nessuno ci ha risposto, anche solo per dirci che non andava bene il nostro progetto. Questo silenzio mi preoccupa, anche perché non posso più andare avanti così…”.

Le criticità della struttura
A preoccupare Ortelli ci sono diversi aspetti. Le gestione del campo centrale, per esempio, oggi in mano a un gruppo di volontari storici. “Senza il loro aiuto dovremmo spendere 30/40mila euro l’anno, costi che con il sintetico non avremmo”, ha specificato il presidente. E ancora, la necessità di utilizzare altri campi fuori Trezzo, vista l’assenza di spazi. Prima squadra e Juniores si devono allenare a Cavenago, alcune giovanili devono giocare a Gessate, con un importante aggravio dei costi.
“C’è poi un aspetto di credibilità e forza del marchio Tritium – ha spiegato Ortelli – Senza una struttura adeguata fai fatica a organizzare tornei e manifestazioni, a promuovere il club o a ospitare altre società, portando introiti. Tutte cose che oggi non possiamo fare”.
I dubbi sul futuro
Cosa accadrà, quindi? Ortelli non si nasconde guardando al futuro.
“Se non avrò certezze sulla possibilità di trovare una soluzione, inizierò a guardarmi in giro – ha confessato il presidente biancazzurro – Non sono più in grado di proseguire così e il mancato riscontro alle nostre proposte è un sintomo di disinteresse. Se così fosse, ne prendo atto. E cercherò un altro posto dove andare che non sia Trezzo. Un altro anno così è impossibile farlo”.