Un pallone, un campo e tanti ricordi hanno riportato Liscate all’atmosfera dello Scarp de Pèsa, il torneo dell’oratorio San Giorgio che da oltre venticinque anni accompagna l’estate del paese, affondando le sue radici alla fine degli anni Settanta.
Una tradizione nata da un semplice pallone
Prima ancora che diventasse un torneo organizzato, lo Scarp de Pèsa era il ritrovo di tanti ragazzi che trascorrevano i pomeriggi rincorrendo un pallone fino al tramonto, tra ginocchia sbucciate e partite destinate a finire soltanto quando la luce iniziava a calare.
Il nome richiama proprio le vecchie scarpe da tennis in tela con la suola liscia, le celebri «scarp de pèsa», utilizzate allora per giocare sul prato dell’oratorio. Da quei pomeriggi è nata una tradizione che, dal 1999, è diventata un appuntamento fisso dell’estate liscatese, arrivando oggi alla ventisettesima edizione.
Tra i protagonisti di questo percorso c’è Ernesto Strada che, insieme a Dario e Danilo, nel 1999 ha ridato nuovo slancio alla manifestazione, contribuendo a trasformarla in uno degli eventi più attesi della bella stagione.
Sport, amicizia e solidarietà
Anche quest’anno il campo dell’oratorio San Giorgio si è riempito di squadre, famiglie e amici, confermandosi un luogo di incontro capace di andare oltre il risultato sportivo.
Accanto alle partite non è mancata la solidarietà: il Gruppo missionario, insieme al team Kitchen, ha curato il servizio cucina devolvendo il ricavato ai progetti sostenuti da suor Rosaria e da padre Damiano, missionario in Libano.
Galacticos ancora sul gradino più alto
Sul terreno di gioco hanno esultato ancora una volta i Galacticos, capaci di conquistare per la sesta edizione consecutiva il Trofeo Francesco Longo, dedicato al giovane scomparso nel 2000 e ancora oggi ricordato con affetto da amici e familiari. Alle loro spalle si è classificato lo Sporting Liscate.
Si chiude così un’altra edizione dello «Scarp de Pèsa», che ha aggiunto nuovi ricordi a una storia iniziata quasi mezzo secolo fa e destinata a proseguire. In attesa del prossimo appuntamento, resta il trofeo realizzato da Ambrogio Giroli, simbolo di una manifestazione che continua a unire sport, amicizia e memoria.