Sabato 17 gennaio 2026, sulle rive del Lago di Cavazzo, in provincia di Udine, si è svolta la prima edizione dei Campionati italiani di nuoto in acque gelide IISA. Una rassegna storica per la disciplina, disputata in una vasca da 25 metri allestita direttamente sul lago, con una temperatura dell’acqua di 4,5° C.
Protagonista assoluto della manifestazione è stato Andrea Bondanini di Cassano D’Adda, che nella gara dei 1.000 metri ha conquistato il primo titolo italiano della storia, stabilendo anche il nuovo record nazionale con il tempo di 13’39’’.
Un percorso costruito nel tempo
Il successo di Cavazzo non è un exploit isolato, ma il risultato di un percorso costruito nel tempo. Bondanini arriva infatti da una lunga esperienza nel nuoto di fondo, maturata tra competizioni di Coppa del Mondo, grandi maratone in acque libere e rassegne internazionali.
Così il nuotatore:
Essere presenti alla prima edizione dei Campionati Italiani aveva già di per sé un valore molto forte. Vincere il titolo significa dare continuità a un lavoro iniziato da tempo, fatto di programmazione, adattamento progressivo e attenzione costante ai dettagli. Il risultato è la conseguenza di un percorso, non di una singola giornata
La gara: controllo, ritmo e gestione
Inserito nell’ultima batteria, il fondista cassanese ha imposto fin dalle prime vasche un ritmo elevato ma controllato, aumentando progressivamente il distacco sugli avversari e gestendo la prova con grande lucidità, nonostante le condizioni ambientali estreme.
Ancora Bondanini:
In acqua ho cercato fin dall’inizio l’equilibrio tra intensità e controllo. A queste temperature non è possibile forzare in modo istintivo. Ogni scelta deve essere ponderata, perché il corpo risponde solo se la mente rimane lucida. Il freddo non si combatte, si governa
Quando la prestazione inizia prima della partenza
Il valore del risultato di Cavazzo è amplificato dalle condizioni fisiche con cui il fondista si è presentato al via. Tra Natale ed Epifania, una bronchite accompagnata da febbre aveva compromesso la preparazione, rendendo incerta la partecipazione alla rassegna tricolore.
Il nuoto in acque gelide è infatti una disciplina che non ammette approssimazioni: la temperatura deve essere inferiore ai 5° e gli atleti possono gareggiare esclusivamente con costume, cuffia e occhialini. Fondamentali anche i protocolli di sicurezza, con controlli medici approfonditi prima e dopo la gara.
La prestazione non termina al tocco finale. La fase di recupero è parte integrante del lavoro tanto quanto l’allenamento e la gara. È lì che si misura davvero la preparazione complessiva dell’atleta, sotto il profilo fisico, mentale e organizzativo
Lo sguardo ora è sull’Europa e al cimento sul Naviglio
Dopo il titolo italiano e il nuovo primato nazionale, l’attenzione si sposta ora sui Campionati Europei IISA, in programma a Molveno dal 2 all’8 febbraio. L’evento si svolgerà in concomitanza con le Olimpiadi invernali e prevede anche una gara dimostrativa in vista di un possibile futuro inserimento della disciplina nel programma olimpico.
Prima però, si misurerà con l’acqua del Naviglio Grande. Domenica 1 febbraio infatti, è in programma il Cimento sul Naviglio Grande, che lui ha già vinto un anno fa.
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