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Danilo Durand e il mondo Diavoli. Il primo bilancio della stagione e i 35 giovani lanciati in serie A

Intervista al direttore generale e tecnico su una delle stagioni più intense di sempre

Danilo Durand e il mondo Diavoli. Il primo bilancio della stagione e i 35 giovani lanciati in serie A

La prima parte della stagione è giunta al termine ed è tempo di bilanci. Intervista al direttore generale e tecnico, Danilo Durand, su una delle stagioni più intense di sempre.

Tempo di bilanci per i Diavoli Rosa

E’ tempo di bilanci per i Diavoli Rosa di Brugherio. Prime squadre, settore giovanile, territorio, obiettivi, formazione di atleti di alto livello, come i 35 ragazzi presenti questa stagione sui campi di Superlega, A2 e A3, e futuro di casa Diavoli Rosa.

Accontentarsi mai questi Diavoli, vero Durand? E allora perché non allestire una stagione con 350 atleti tesserati, 24 allenatori, 42 dirigenti, 17 squadre che partecipano a 27 campionati e 27 partite a settimana, concentrate principalmente nel weekend?

Un po’ di follia c’è, lo ammetto! Sicuramente è un impegno molto gravoso per la società sia dal punto di vista economico che gestionale ma abbiamo raggiunto un’ altissima qualità sia col lavoro degli allenatori sia dei nostri dirigenti che, ricordo, sono tutti volontari ma estremamente preparati e sempre disponibili per aiutare le nostre giovani leve. Operiamo inoltre su tre palestre a Brugherio, un impianto a Segrate e uno a Milano e anche questa decentralizzazione non ci aiuta nel portare avanti il nostro lavoro. Siamo però molto orgogliosi di quello che stiamo facendo e riteniamo di dare un prezioso supporto alla nostra comunità per l’investimento che facciamo sui nostri giovani sia sul piano sportivo che educativo. 27 gare a settimana vogliono dire una presenza importante di atleti, accompagnatori, dirigenti, genitori e famigliari delle varie squadre che ospitiamo e che dunque per quei momenti vivono e frequentano anche le attività ricreative/commerciali di Brugherio. Parliamo di migliaia di presenze alla settimana sul nostro territorio.

Danilo, parliamo subito dalla Serie B. Un inizio di stagione complicato e poi nelle ultime 8 partite sempre punti conquistati. Che prima metà di stagione è stata agli occhi del direttore tecnico?

Per la serie B l’inizio è stato sicuramente altalenante. Abbiamo costruito un gruppo di atleti molto giovani, affiancati da due ragazzi più “grandi”, un 2005 e un 2006, e all’ inizio abbiamo pagato lo scotto di adattamento al campionato. Attualmente però siamo posizionati a metà classifica e le attese sono quelle di un girone di ritorno più prestativo non solo a livello di gioco ma anche a livello di risultati.

Passiamo al fronte femminile. Che sarebbe stata una stagione complicata e di investimento per la B2 femminile si sapeva, visto che per buona parte è composta da atlete under 18 e che anche le 4 “over” hanno solo qualche anno in più, la strada però è ancora molto in salita…

Sì, esatto. Sapevamo che la B2 femminile sarebbe stata inizialmente una scommessa, volta a far crescere un gruppo di ragazze molto giovani e cresciute nel nostro settore giovanile. Ad oggi sicuramente dal punto di vista dei risultati la classifica è carente ma, come detto, la priorità resta far crescere queste ragazze che si stanno comportando bene nel campionato giovanile di riferimento, che è l’under 18, dove stanno lottando nelle prime posizioni. Così come per i ragazzi anche per le ragazze ci aspettiamo un girone di ritorno che ci dia qualche gratificazione nei risultati e di continuare in quel percorso di crescita individuale che è l’obiettivo di inizio anno.

Prime squadre sì ma c’è tutto il mondo giovanile… Il settore maschile fa sempre brillare gli occhi perché è davvero sinonimo di metodo, professionalità, lavoro, ambizione, successi e programmazione. Ai ragazzi si fanno vivere esperienze che in pochi possono dire di aver vissuto: tornei in Polonia, Bulgaria, in giro per tutta Italia. Quanta soddisfazione ti da tutto questo?

Tantissima perché tutto il lavoro e l’impegno profuso e messo a disposizione dei ragazzi permette loro di vivere esperienze incredibili, non solo fini alla pallavolo ma di condivisione con ragazzi di diverse nazionalità con la loro stessa passione e i loro stessi sogni. Ecco, permettere ai ragazzi di vivere e di realizzare i propri sogni è qualcosa di immenso che ti fa dimenticare la difficoltà del lavoro che c’è dietro.

La società è reduce dalla vittoria per il secondo anno consecutivo del prestigioso Trofeo La Piave U17. Siamo sulla strada giusta? Che prima parte di stagione è stata per le under maschili e cosa vorresti vedere in questa seconda parte?

Si sono concluse le prime fasi dei campionati giovanili e stiamo ampiamente rispecchiando le previsioni di inizio anno. Siamo infatti protagonisti assoluti in tutti i campionati. Abbiamo inoltre disputato numerosi tornei che ci hanno dato ulteriori indicazioni sul percorso da seguire. I primi appuntamenti e momenti per noi decisivi inizieranno a inizio marzo con le finali provinciali e si concluderanno a metà giugno con le ultime finali nazionali. Diciamo che questa prima metà di stagione ci ha fatto capire che potremmo essere anche quest’ anno protagonisti assoluti in Italia. Dobbiamo continuare a lavorare come sappiamo ed essere bravi a superare quelle piccole difficoltà che si presentano sempre nel corso dell’ anno.

Gruppi d’élite ma anche tantissimi piccoli e piccole che corrono in palestra divertendosi. Ricordiamo, infatti, che in ogni categoria ci sono con 2-3 squadre e questo vuol dire pensare a tutti, a prescindere dai risultati in campo…

Mi piace molto questo aspetto perché a differenza di molti nostri competitor, che operano solo con squadre d’élite, noi siamo aperti anche a una pallavolo di base, intesa come sport che educa ai valori quali amicizia, rispetto, impegno e lavoro, senza dimenticare il divertimento.

Se il settore maschile non ha bisogno di presentazioni, quello femminile è ancora in costruzione ma sta già gettando basi solide per seguire le orme dei fratelli. Cosa ci racconti?

Anche nel settore femminile copriamo tutte le categorie con più squadre, stiamo disputando nelle categorie under 18, under 16 e under 14 i campionati di eccellenza che sono destinati alle 16 migliori società di tutto il territorio di Milano, Monza e Lecco. Abbiamo sviluppato, anche grazie alla collaborazione col Cgb, una rete importante sul territorio che permette a tutte le piccole ragazzine di Brugherio di essere protagoniste nelle nostre palestre. L’ obiettivo del settore femminile è quello di continuare su questa crescita che in soli 4 anni ci vede protagonisti sia in termini di numeri, anche se gli spazi palestre non ci fanno raggiungere quei numeri che potremmo raggiungere, sia in termini di qualità e di risultati. Vogliamo confermarci nel prossimo futuro tra le migliori eccellenze del territorio di Milano, Monza, Lecco.

Sport e territorio… “Brugherio città di Eccellenze”, un progetto importante lanciato quest’anno e che si sta ulteriormente sviluppando. Le eccellenze del territorio al fianco dell’eccellenza sportiva. Parlaci del progetto…

La presenza sul territorio è importante e in questo senso stiamo già intrattenendo rapporti con diverse realtà del comune di Brugherio. Penso fortemente che una collaborazione dei Diavoli Rosa con le aziende del territorio come Sigma Supermercati del Signor Santini, autofficina Midas, il ristorante Mirò, Angelo dalla Mattina alla Sera in centro, Fisiocenter e le onlus Flipness e Croce Bianca, che hanno già aderito al progetto e che sono sempre al nostro fianco, e con altre che speriamo di coinvolgere, possa rappresentare un punto di svolta virtuoso tanto per noi, per legarci ulteriormente al territorio, quanto per loro, per legare il loro nome ad una realtà che opera sul territorio, che è composta di atleti del territorio, di famiglie del territorio e che è portatrice di valori sani e ben riconoscibili in tutti questi 38 anni di storia vissuta.

Territorio vuol dire anche foresterie. 4 in città con 14 ragazzi che vivono a Brugherio. Un bell’ impegno…

Bell’impegno in tutti i sensi. Per noi è impegnativo ed è una grande responsabilità gestire questi 14 ragazzi che vengono seguiti non solo nel loro percorso sportivo ma anche scolastico e di vita di tutti i giorni, con dei tutor che li seguono in ogni fase della loro giornata, ma ovviamente al tempo stesso ci riempie di orgoglio il fatto di portare a Brugherio alcuni tra i migliori talenti della pallavolo nazionale giovanile.

Non è certo un mistero che la riforma dello sport grava molto sulle società che investono, e tanto, come noi, sul settore giovanile, anche se sono sempre meno. Molti proclamano di lavorare sui giovani ma cosa significa effettivamente lavorare sui giovani? Che impegno, investimenti e responsabilità richiede? Ma soprattutto perché lo fai? Perché hai scelto di lavorare coi giovani?

Lavorare in un settore giovanile d’élite come il nostro è sicuramente molto complicato sia dal punto di vista logistico che di sostenibilità economica e le riforme dello sport degli ultimi anni, così come quella del vincolo sportivo nell’ambito della pallavolo, sicuramente avranno un impatto molto importante per quello che sarà la visione delle varie società sui settori giovanili. Mi auspico che la Federazione saprà intervenire per colmare questo disavanzo che si è creato nei budget delle società per preservare quelle che rappresentano un grosso bacino di atleti nelle varie nazionali giovanili e nei vari campionati della Lega Pallavolo Serie A. Lo facciamo però mossi da una grande passione perché non c’è nulla di più gratificante nel vedere sbocciare un talento e permettere ai ragazzi di vivere e realizzare i propri sogni.

38 anni di storia Diavoli e di lavoro. Ma lo sai che solo in questa stagione sui campi di Superlega, Serie A2 e Serie A3, perché con le serie B e gli altri campionati abbiamo perso il conto, ci sono ben 35 atleti cresciuti nel settore giovanile? Non so in quanti possono vantare questi numeri. Cosa rappresenta per te?

Sapevo fossero tanti, ma non così tanti! Che dire, un altro nostro vanto! Sicuramente questo dato è un’ ulteriore conferma della validità del nostro progetto non solo in termini di risultati ma soprattutto nella formazione di atleti di alto livello. Sono due aspetti che a volte non coincidono ma non per noi, per noi la formazione di atleti di serie A è la priorità che ci diamo nel nostro lavoro in palestra.

Abbiamo parlato delle squadre e dei campionati ma dietro a tutto questo ci sono allenatori, dirigenti e tantissime persone che lavorano dietro le quinte. Contento della tua squadra?

Sì, estremamente contento. Come già detto in precedenza tutto questo è possibile solo grazie ad uno staff tecnico di allenatori, preparatori, fisioterapisti e medici di primissima qualità e a un gruppo di dirigenti e sostenitori che sanno essere professionali e preparati a gestire qualsiasi tipo di problema.

Forse lo diamo per scontato ma stiamo raccontando di una realtà enorme, un’ azienda più che una semplice società sportiva. Con quali aggettivi descriveresti il mondo Diavoli?

I Diavoli Rosa rimangono ad oggi una realtà unica sul panorama nazionale. Ritengo che nessuno abbia la nostra capacità di unire eccellenza, professionalità e competenza insieme a un ambiente familiare, dove ognuno ha il proprio ambito di lavoro, un rapporto sempre cordiale e sereno col prossimo e dove tutti si lavora con entusiasmo per il bene dei nostri atleti e della società.

Torniamo al campo… Dopo 7 anni di serie A quest’ anno è stato fatto un passo indietro perché l’alto livello richiede il supporto soprattutto delle istituzioni. Questo è venuto meno per certi aspetti e così si è deciso di affrontare il campionato di Serie B coi nostri giovanissimi. Sappiamo però quanto i Diavoli Rosa siano ambiziosi… Cosa immagini quindi per il futuro?

Più che quello che immagino è quello che vorrei! Il sogno sarebbe quello di poter ricalcare nuovamente i campi di serie A per poter offrire ai nostri ragazzi delle possibilità sempre maggiori per crescere e per valorizzarsi e anche perché ritengo che, come società, per la nostra struttura, organizzazione e attività, meritiamo un palcoscenico più consono e blasonato rispetto alla serie B.

Cosa ti auguri per questo nuovo anno?

Per quanto riguarda la parte sportiva l’ augurio è di continuare con l’attività e i risultati di quest’ultimo decennio, che ci hanno proiettato ai vertici nazionali della pallavolo, dal punto di visto logistico e organizzativo rimane sempre il sogno di una struttura da poter gestire e in cui sviluppare il nostro progetto tecnico e formativo. Speriamo che, dopo tanti anni di attesa, quest’ anno possa portarci qualche piacevole notizia.