Sport
Tavola rotonda

A Segrate l'Istituto comprensivo Sabin racconta lo sport partendo dalle sconfitte

Tante testimonianze ieri, martedì 15 novembre 2022, al Centro Verdi di Segrate per raccontare l'importanza delle sconfitte nello sport e nella vita.

A Segrate l'Istituto comprensivo Sabin racconta lo sport partendo dalle sconfitte
Sport Martesana, 16 Novembre 2022 ore 12:03

Si è parlato di sport e di crescita ieri, martedì 15 novembre 2022, al Centro Verdi di Segrate. L'evento, una tavola rotonda organizzata dall'Istituto Comprensivo Sabin, ha visto la partecipazione di Antonio La Torre (dirigente tecnico della Nazionale di atletica leggera) Matteo Raimondi (vincitore della medaglia d'oro nei 400 metri under 23 ai Campionati del Mediterraneo), don Alessio Albertini (responsabile sport Csi e fratello di Demetrio Albertini) e Stefano Massari. A moderare la discussione, la giornalista Cristina Fantoni.

Lo sport raccontato da un punto di vista diverso

Perdere fa male, ma sono le sconfitte a permettere a uno sportivo di diventare campione. Un messaggio importante da lanciare, che la scuola media dell'Istituto Comprensivo Sabin di Segrate ha voluto veicolare coinvolgendo chi sullo sport ha costruito o sta costruendo una carriera.

Quello di oggi è un invito a riflettere e a ricercare nei valori dello sport delle competenze da acquisire e utilizzare anche nella vita quotidiana - ha detto il dirigente scolastico Elisabetta Trisolini - Questa sera si parla di sport e incontriamo maestri che lo utilizzano come strumento attraverso cui i ragazzi crescono e sperimentano gioie e delusioni, imparando valori fondamentali per il loro cammino di vita.

Obiettivo della serata, imparare a guardare a sconfitte e fallimenti da un punto di vista diverso, più costruttivo.

Il mental coach Stefano Massari: "Alleniamo la motivazione intrinseca"

Per l'occasione a Segrate è arrivato anche il mental coach Stefano Massari (ha seguito anche il campione di tennis Matteo Berrettini), che ha spiegato ai ragazzi delle medie il suo lavoro, partendo dal concetto di motivazione.

Un mental coach fa la fatica di portare l'attenzione dell'atleta sulla motivazione intrinseca, ovvero il piacere che prova praticando quello sport - ha spiegato -  Bisogna proteggere lo sportivo dalle pressioni esterne. Per farlo è necessario staccarlo da quelle che sono le motivazioni estrinseche: diventare famosi, vincere, diventare campioni... Quando si è spinti dal successo si perde un po’ di gioia: si fanno le cose con meno felicità. Per questo alcuni atleti dopo aver vinto mollano.

Don Alessio Albertini: "Bisogna imparare dalla sconfitta"

Uno degli insegnamenti più importanti della serata è stato quello riguardante l'accettazione della sconfitta.

Bisogna imparare dalle sconfitte - ha detto don Alessio Albertini - In ogni sconfitta ci sono lacrime ed emozioni che non devono essere trattenute. Bisogna lasciarle uscire. Prima si deve vivere la sconfitta e il dispiacere, perché anche questo fa parte dello sport, poi bisogna sforzarsi di capire cos'è successo.

La testimonianza di un giovane campione: Matteo Raimondi

Decisiva la testimonianza di Matteo Raimondi (22 anni) medaglia d'oro nei 400 metri U 23 ai Campionati del Mediterraneo.

Dietro la mia vittoria c'è stato tanto lavoro e tanta stanchezza, eravamo alla fine della stagione - ha raccontato - Per me l'obiettivo era semplicemente partecipare a quella gara, il primo posto è stato totalmente inaspettato.

Il 22enne ha raccontato della sua passata esperienza ai campionati, quando a causa di alcuni infortuni aveva dovuto rinunciare a correre. "E' stato doloroso, quasi quanto un brutto voto a scuola - ha raccontato - Anche quelle esperienze, però, le ho considerate tutte un'importante crescita personale".

Antonio La Torre e il trionfo italiano alle Olimpiadi di Tokyo

La serata ha offerto anche l'occasione per raccontare la storia della nazionale italiana alle ultime Olimpiadi. Un viaggio ricco di emozioni che ha appassionato l'intero paese, soprattutto per le vittorie di Gianmarco Tamberi e di Marcell Jacobs.

Abbiamo provato a trasformare una situazione negativa, la pandemia, in un'opportunità - ha spiegato Antonio La Torre , dirigente tecnico della Nazionale di atletica leggera - Non ci siamo scoraggiati e nel corso dell'anno, pur rispettando i protocolli sanitari, abbiamo continuato a gareggiare in vista dei Giochi.

Da La Torre è arrivato anche un importante invito ai ragazzi presenti.

Nello sport i campioni ci insegniano che bisogna amare ciò che si fa. Continuate a giocare continuate a provarci, non diventerete campioni, ma non importa. Il bello è provare l’emozione

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