Un nuova vita

Lana, Pablo e Duncan: da randagi a cani poliziotto

Lana, Pablo e Duncan erano ospiti del rifugio Cani sciolti di Cascina Cavallasco e oggi si trovano al centro cinofilo della Penitenziaria di Asti

Lana, Pablo e Duncan: da randagi a cani poliziotto
Trezzese, 06 Settembre 2020 ore 09:39

Lana, Pablo e Duncan: da randagi a cani poliziotto. La storia a lieto fine che parte dal rifugio Cani sciolti di Cascina Cavallasco, a Pozzo d’Adda, e arriva fino al centro cinofilo della Polizia Penitenziaria ad Asti, in Piemonte.

Da randagi a cani poliziotto: la favola di Lana, Pedro e Duncan

Lana, Pablo e Duncan erano tre cani ospiti del rifugio dell’Ecoparco di Pozzo d’Adda con alle spalle un percorso difficile. Lana e Duncan erano stati recuperati senza chip dagli educatori di Cani sciolti, mentre Pablo era fuggito dalla sua abitazione e, una volta ritrovato, il proprietario aveva deciso di cederlo al rifugio. La loro vita è però cambiata nelle scorse settimane. Tramite una volontaria che frequenta abitualmente la struttura, Emanuela Caldiroli, responsabile del centro, è stata messa in contatto con la Polizia Penitenziaria, che stava cercando alcuni cani per un progetto.

Una nuova vita in Piemonte

“Ci siamo confrontati con loro – ha raccontato – Per cercare di capire quali fossero i loro metodi e che tipo di animali cercassero. Noi conosciamo i nostri cani e ne abbiamo scelti quattro”. La Polizia è quindi arrivata a Cavallasco per un sopralluogo e ha scelto Lana e Pablo. Poco dopo a Pozzo è arrivato anche Duncan. “Ci sembrava perfetto e li abbiamo chiamati – ha aggiunto Caldiroli – L’hanno subito portato ad Asti”. I tre hanno già iniziato un percorso che durerà quattro mesi al termine del quale diventeranno cani poliziotto.

Il progetto

L’iniziativa è nata ufficialmente nel 2013 grazie ad Angelo De Feo, che oggi è responsabile del progetto. Erano stati tagliati i fondi che servivano per selezionare i cani allevati dalla Guardia di Finanza, così la Penitenziaria ha dovuto fare di necessità virtù. “Qualche anno prima avevo adottato Lillo dal canile di Asti – ha spiegato De Feo – Il suo esempio mi ha dato l’ispirazione e abbiamo iniziato la nostra ricerca nelle strutture della zona. I randagi che vengono dalla strada hanno attitudini che li rendono perfetti per i compiti che affidiamo loro”. Da allora centinaia di cani sono passati dal centro cinofilo e sessantacinque sono quelli attualmente in servizio in tutta Italia.

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