si riparte!

Tutti a scuola! Il primo giorno tra dubbi, incertezze e voglia di ricominciare FOTO E VIDEO INTERVISTE

Da Cernusco a Gessate, le emozioni di mamme, papà e bambini.

Tutti a scuola! Il primo giorno tra dubbi, incertezze e voglia di ricominciare FOTO E VIDEO INTERVISTE
Martesana, 14 Settembre 2020 ore 09:34

Oggi, lunedì 14 settembre 2020, ricomincia la scuola. Il primo giorno è sempre emozionante, ma quest’anno sicuramente di più. I nostri ragazzi sono a casa da febbraio e oggi, tra mille dubbi, incertezze e regole, sono pronti a ricominciare.

Il primo giorno di scuola è arrivato!

A Brugherio grande attesa fuori dai cancelli della Don Camagni.

“Teniamo le dita incrociate, con moderazione. Abbiamo molta fiducia dei maestri e della scuola, sappiamo che due di loro hanno anche fatto il tampone è sono risultati negativi – ha dichiarato Maurizio Grumetti, che è anche rappresentante di classe – Magari non andrà tutto alla perfezione, come la non attivazione del pre e post scuola e del Piedibus, ma sappiamo che i disagi che devono subire i genitori sono colpa anche dei governi che non hanno fatto negli anni politiche per la famiglia”.

Alcune aule dell’ultimo piano che ospitano le quinte non sono utilizzabili per infiltrazioni. “Speriamo che ora che i nostri figli saranno all’ultimo anno lo riparino il tetto una volta per tutte”, ha chiosato un altro genitore.
Un altro papà, Silvio, ha detto che “la scuola, rispetto ai parcheggi o alle spiagge, è sicuramente il luogo più sicuro, almeno per i bambini. Qui sappiamo che il distanziamento verrà fatto rispettare”.

Un ritorno a scuola con ansia, hanno ammesso altri. “Ma la scuola ci ha costantemente tenute informate con circolari e incontri online su meet. Siamo fortunati, la scuola è ben organizzata. Ci hanno detto che all’intervallo li faranno uscire e terranno le finestre aperte per garantire il ricambio d’aria. Ora resta da capire come fare se, speriamo di no, risultasse positivo qualcuno. In questo caso con il registro elettronico i ragazzi potranno continuare a fare i compiti da casa prima che la situazione torni alla normalità”.
Qualche problema nascerà con il referendum:  “Peccato che la scuola debba fermarsi per le elezioni, in altri Comuni hanno trovato soluzioni alternative per i seggi per non interrompere le lezioni”, hanno aggiunto alcuni genitori.

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A Gessate

E’ filato tutto liscio questa mattina, lunedì, alla scuola primaria, per il primo giorno di scuola. Il Comune aveva predisposto un piano per la viabilità che prevedeva la chiusura di viale Europa, nel tratto compreso tra via Giovanni XXIII e via Repubblica, per favorire l’accesso dei ragazzi nei due ingressi che si affacciano sulla strada. Lo scaglionamento delle entrate delle varie classi per evitare assembramenti, ha funzionato solo in parte dal momento che alcuni bambini accompagnati dai loro genitori si sono presentati davanti ai cancelli con notevole anticipo andando così a sommarsi con gli alunni delle altre classi. La chiusura di viale Europa al traffico ha però permesso comunque un certo spazio tra le persone in attesa. Più tranquillo, invece, l’ingresso dei remigini, che fissato per le 9 ha visto affluire solo i bambini al loro primo giorno di scuola. Positivi i commenti dei genitori che hanno valutato favorevolmente le scelte operate da scuola e Comune e hanno sollevato qualche dubbio solo per un po’ di assembramento fuori dai cancelli.

“E’ stato abbastanza organizzato – ha raccontato Dario Sala, fuori dai cancelli delle elementari di Gessate – Il primo giorno è andato bene, speriamo che duri”.

“Stiamo ancora attendendo l’arrivo dei docenti, ma sembra tutto ben organizzato”, ha aggiunto Giovanni.

 

A Cernusco anche un senatore tra mamme e papà

A Cernusco grande emozione per gli studenti. Alla scuola Aldo Moro l’assessore all’Istruzione Nico Acampora e il sindaco Ermanno Zacchetti hanno accolto i piccoli.

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Tra le mamme e i papà anche il senatore (ed ex sindaco) Eugenio Comincini, che ha avuto parole di elogio per il personale scolastico e il lavoro fatto per la preparazione delle strutture.

 

Ansia, incognite, ma anche fiducia nelle famiglie.

Nel pomeriggio in chiesa prepositurale si è tenuta la Messa per gli studenti che hanno ripreso il loro “lavoro”, come lo ha definito don Andrea Citterio, responsabile della pastorale giovanile, con la benedizione finale degli zaini e la preghiera dell’arcivescovo per l’inizio del nuovo anno scolastico.

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A Rodano la riapertura spegne le polemiche

Alla fine anche a Rodano la prima campanella è suonata oggi, lunedì 14 settembre 2020. Le settimane che hanno preceduto la ripresa della scuola non sono però state semplici: il Consiglio d’istituto aveva infatti annunciato il rinvio della riapertura sia alla Primaria sia alla Secondaria. Dopo giorni di tensione e una corsa contro il tempo per terminare i lavori e sanificare gli ambienti, la scuola è cominciata però regolarmente. Le fatiche delle scorse settimane sono scomparse all’arrivo dei ragazzi. “I bambini sono contenti e in questi giorni si sono aiutati a vicenda – ha raccontato Simone, papà di due alunni della Primaria – Noi genitori siamo felici che si sia partiti puntuali anche se in questi mesi una criticità è emersa: la comunicazione. La scuola non ha una comunicazione moderna e ha procedure complesse anche per incombenze semplici”.
All’esterno del plesso di Millepini erano presenti anche il sindaco Roberta Maietti e l’assessore alla Pubblica istruzione Monica Corrado, oltre al presidente del Consiglio d’istituto Andrea Manara. Clima disteso e indicazioni rispettate alla lettera.
“E’ una prova importante per tutto il paese – ha evidenziato Bruno, papà di due bimbe – Non c’è nessuna preoccupazione per la ripresa, ma solo molta attesa. Anche i problemi sul rinvio del primo giorno non ci ha creato particolari disagi, ci sono problemi più grandi”.
Stesso discorso anche per Laura, mamma ed esponente del comitato genitori. “E’ stato gestito tutto bene da scuola e Comune quindi non ci sono preoccupazione – ha sottolineato – Certo, sui possibili ritardi c’è stato un po’ di nervosismo diffuso tra noi genitori. Non tutti hanno i nonni o possono gestirsi liberamente con il lavoro”.

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A Cambiago

La scuola a Cambiago è ripresa tra speranze e incertezze e timori che con l’arrivo della brutta stagione le sue porte chiudano di nuovo. “Riprendere è stata un’ansia. Ci sono state tante comunicazioni discordanti una con l’altra – ha detto Ilaria, una mamma – Adesso incrociamo le dita anche se la sensazione e che fra poco la scuola chiuderà”. “Mancano ancora tanti servizi, come il pre e post scuola indispensabili per i genitori che debbono andare presto al lavoro o che tornano tardi” , ha detto Eugenio, un papà. “A scuola purtroppo non sono arrivate abbastanza mascherine e quindi le famiglie hanno dovuto arrangiarsi”, hanno spiegato due mamme, Annika e Valentina. “È stata dura farli studiare durante il lockdown, perché pensavano sempre di essere in vacanza. Le lezioni in presenza restano un’altra cosa”, ha invece detto Enrica.

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A Cassano d’Adda l’orario ridotto

A tener banco al Comprensivo Quintino Di Vona, nella settimana che ha preceduto la ripresa, è stata la riduzione dell’orario a causa dell’assenza di personale. Tra i genitori e i nonni della Primaria Guarnazzola assiepati fuori dal plesso in attesa degli studenti sembra però prevalere la comprensione. “Certo, fa rabbia che non sia tutto apposto e che ci siano problemi, ma i bambini avevano voglia di ricominciare – ha raccontato Valentina, mamma di un bimbo delle elementari – A preoccupare di più sono le limitazioni che avranno i ragazzi in classe, ma vedremo con loro come andrà giorno per giorno”.
L’orario ridotto proseguirà almeno fino al 2 ottobre. “Per fortuna c’è chi, come le mie figlie, ha i nonni in aiuto – ha sottolineato Gabriella in attesa del nipotino – Capisco però che per chi non ha questa alternativa possano esserci problemi. Per il resto siamo tranquilli: l’attenzione della scuola è massima”.
Non tutti però sono sereni. Tanti i dubbi e le domande che accompagnano il nuovo inizio. “E quando un bambino avrà il raffreddore? Come ci si comporterà? Non verrà fatto entrare? Ci sono alcuni meccanismi non chiari e che scopriremo man mano – ha aggiunto un’altra mamma – Per l’orario ridotto poi, chi ha problemi li avrà anche più avanti. Aspettiamo speranzosi che tutto torni alla normalità”.
C’è infine chi il primo giorno ha già dovuto fare i conti con il protocollo. “Mio figlio è stato male – ha spiegato Laura – Non aveva febbre stamattina e nemmeno a scuola, ma ha vomitato. E’ stato quindi tutta mattina lontano dai compagni, ma seguito dalla maestra, tranquillo e supportato”.

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A Carugate

Preoccupazione, dubbi, ma tanta voglia di tornare in aula anche a Carugate.

“Siamo contenti che i bambini siano potuti tornare a scuola dopo mesi di stop  – ha detto Roberta Russo – Stanno facendo anche un po’ di attività all’aperto, approfittando del bel tempo. La temperatura l’abbiamo misurata noi famiglie, a a scuola lo rifanno. Ci hanno detto che anche per un semplice raffreddore i nostri bimbi dovranno rimanere a casa. Sappiamo già ora che un po’ di assenze le faranno… i nostri pediatri (scherzando) ci odieranno”.
“Ogni scuola ha fatto il massimo per una partenza in sicurezza, coscienti che hanno ricevuto dall’alto le indicazioni su come comportarsi in ritardo. Le maestre hanno fatto il massimo”, ha aggiunto Angelo Castaldo.
La piccola Rosa Saraci ha affrontato il suo primo giorno alla Primaria.

“Emozionati sicuramente, preoccupati? Nella media. Ci fidiamo di questa scuola e del lavoro di preparazione che hanno fatto”, hanno detto mamma e papà.
“All’inizio ho detto ‘non voglio andare a scuola’, mi stavo un po’ annoiando – ha detto la bimba all’uscita –  Ma poi siamo usciti in giardino e ho detto ‘dai, è bello’. Le mascherine? Le abbiamo indossate tutti. Siamo stati bravi”.

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La situazione a Trezzo

Tutto sembra essere andato per il verso giusto durante il primo giorno di scuola al comprensivo Ai nostri caduti di Trezzo sull’Adda. Genitori e parenti si sono disposti in base all’orario e scaglionato e davanti alle varie porte disposte dalla scuola per aspettare gli alunni. Mentre davanti ai cancelli dell’Istituto erano stati preparati due differenti percorsi dagli agenti della Polizia locale per separare gli ingressi dalle uscite.
“Il periodo di chiusura è stato difficile, ma per fortuna è finito – ha ammesso un papà, Nicola Bertino – Da parte dell’Istituto comprensivo ho invece visto tanto impegno e questo mi ha fatto molto piacere”. Tra i genitori c’era anche qualche zio, come Emanuele Di Fede, che si è detto emozionato di aver portato il nipote a scuola. “Il lockdown è stato da una parte un momento delicato, noioso, ma al tempo stesso positivo, perché ci ha permesso di avere una maggiore consapevolezza di cosa significhi stare in famiglia – è sta la considerazione di Giorgio Amati, un papà – Adesso, invece, sento delle sensazioni positive legate alla ripartenza. “Finalmente – ha esclamato Cristina Alzetta, una mamma – Da un certo punto di vista come genitori non ne potevano più. Era importante far ripartire la scuola anche per dare un segnale di speranza per tutto il Paese. Certo, ci sono tante regole da rispettare, ma se c’è la responsabilità da parte di tutti possiamo farcela. E i primi a essere giudiziosi sono sicuramente i bimbi”. “Speriamo sappiano reagire bene alle restrizioni legate alle mascherine, al gel igienizzante e al distanziamento sociale”, ha invece commentato Lucia Capelli. “Sono contenta che siano riprese le lezioni in presenza, perché a casa temo che i miei figli abbiano imparato ben poco – ha ammesso Bruna Cipriani – Trovo infine che ci siano un po’ di incongruenze nel sistema legate per esempio al fatto che sono vietati gli sport di contatto a scuola. Ma poi al pomeriggio i ragazzi vanno nelle società sportive ad allenarsi insieme agli stessi compagni. In ogni modo l’importante era partire, poi credo che via via lungo il decorso dell’anno scolastico le criticità verranno via via risolte”.

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A Basiano

 Nessun assembramento fuori dalla Primaria di Basiano oggi, lunedì, tra le 14 e le 14.30 quando i ragazzi sono usciti al termine del primo giorno di scuola. Lo scaglionamento delle uscite e l’utilizzo di due diversi accessi hanno limitato al massimo il numero  dei genitori presenti. Tutto è filato liscio con i ragazzi che sono usciti dalla scuola con una precisione cronometrica da far invidia alla Svizzera. Secondo le testimonianze dei genitori anche l’ingresso al mattino è stato privo di inconvenienti. “Oggi è andata bene – ha osservato una mamma – Speriamo che continui così anche nei prossimi giorni”. Resta la’ di paura dei contagi. “Lo mando a scuola perchè devo – ha commentato un’altra mamma – Ma se avessi potuto l’avrei tenuto a casa”.  .

A Cassina

Tutto liscio (o quasi) anche a Cassina de’ Pecchi dove settimana scorsa i genitori erano persino scesi in piazza per protestare contro la mancanza di comunicazione. “Per le prime elementari hanno organizzato un’accoglienza davvero bella nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria”, hanno detto molti genitori dei cuccioli che hanno fatto il grande salto dall’Infanzia alla Primaria. Presenti anche la sindaca Elisa Balconi e l’assessore alla partita Egidio Vimercati. Qualche problema logistico si è verificato con i più grandi: “Per le prime c’era un orario differenziato, mentre per gli altri l’entrata e l’uscita era la stessa – hanno spiegato –  Così si è creato inevitabilmente un po’ di assembramento. All’ingresso di via Trieste inoltre c’era anche il problema del passaggio delle auto. Forse sarebbe meglio chiuderla in concomitanza con l’entrata e l’uscita da scuola”. Per il resto tutto bene e tutti diligenti nel rispetto delle disposizioni anti-contagio: mascherine fino al banco, distanziamento, ai servizi in modo centellinato. “Che bella la campanella – ha detto una mamma all’uscita – Era tanto che non venivo qui a sentirla”.

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