Istruzione

Le voci degli studenti del Nizzola di Trezzo dopo il ritorno a scuola

Da settembre non mettevano più piede in classe. Nel frattempo sono arrivati i nuovi banchi e ci sono nuove regole. Per molti tanto valeva rimanere a casa.

Scuola Trezzese, 25 Gennaio 2021 ore 15:57

Ritorno a scuola per gli studenti dell’Istituto Jacopo Nizzola di Trezzo sull’Adda. Come altri ragazzi in tutta Italia, oggi, lunedì 25 gennaio 2021 sono tornati in classe. Non lo facevano da settembre, quando poi c’è stato il secondo lockdown.

Ritorno a scuola per gli studenti del Nizzola di Trezzo sull’Adda

Ritorno in classe tra luci e ombre per gli studenti dell’Istituto Jacopo Nizzola di Trezzo sull’Adda dopo il secondo lockdown causato dall’emergenza pandemica in atto da Covid-19. Come per tanti altri colleghi sparsi in tutta Italia, anche i ragazzi che studiano nella scuola superiore cittadina oggi, lunedì 25 gennaio 2021, hanno ritrovato i propri compagni e si sono accomodati nelle vecchie classi. La novità più importante è stata sicuramente l’introduzione dei banchi a rotelle, giudicati molto scomodi rispetto ai precedenti. In particolare, troppo stretti per mettere libri, astucci e quaderni per scrivere gli appunti. A Trezzo, tra l’altro, le lezioni in Dada, ovvero le lezioni in Didattica per ambienti di apprendimento sono state sospese, sempre per l’emergenza Covid. Di conseguenza non sono più i ragazzi a spostarsi nelle varie aule a tema per raggiungere i professori, ma viceversa. Un ritorno quindi all’antico che non ha entusiasmato gli studenti trezzesi.

Le voci dei ragazzi

“E’ un ritorno a scuola con luci e ombre – ha ammesso Manuel Mozzi, studenti di quarta del Nizzola, residente a Colnago – L’aspetto positivo è stato sicuramente l’aver rivisto i compagni di classe e più in generale il contatto con le persone e quindi anche con i docenti e il personale scolastico. La didattica alternativa, tra l’altro, è invece molto stancante, perché non è semplice stare davanti al computer dalle sei alle sette ore consecutive.  L’aspetto negativo, invece, il dover tornare ad alzarsi presto per prendere l’autobus”. Alle sue parole sono seguite quelle delle colleghe di VA Paola Buonanno di Busnago e Madalina Diacon di Inzago: “Per come è stato pensato questo rientro a scuola ci sono più criticità che note positive – hanno detto – E’ stancante stare tutto il tempo con indosso la mascherina, inoltre i nuovi banchi a rotelle individuali sono molto piccoli e scomodi e non c’è modo di andare al bar o di prendere un caffè anche a una semplice macchinetta, sempre a causa delle disposizioni anticontagio. Forse era maglio starsene a casa”.

 

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