Scuola
Il caso

In classe non c'è posto: i bambini devono "emigrare"

Alla scuola elementare di Liscate è esplosa la protesta. Contraria anche l'Amministrazione

In classe non c'è posto: i bambini devono "emigrare"
Scuola Melzese, 19 Luglio 2020 ore 12:30

In classe non c'è posto: i bambini devono emigrare. Successe alla scuola elementare di Liscate dove il Provveditorato ha deciso di far partire una sola classe prima. Cinque iscritti dovranno trasferirsi alla Primaria di Melzo.

A scuola non c'è posto: cinque bambini via da Liscate

Le scuole di Liscate fanno parte del Comprensivo Mascagni di Melzo. Solitamente le classi prime delle elementari sono equamente divise: due nel plesso melzese e due in quello liscatese. Per l'anno scolastico alle porte il Provveditore ha deciso che non sarà così. Il motivo? Meno iscritti del previsto a Liscate e un numero più alto di alunni con disabilità, che possono essere presenti in numero limitato all'interno delle classi. La soluzione? Fare tre classi a Melzo e una sola in via Dante. Il risultato? Cinque giovani studenti liscatesi costretti a trasferirsi in un altro paese per poter iniziare le lezioni.

Le proteste

La decisione non è andata giù a nessuno. Da un lato i genitori, sul piede di guerra, e dall'altro l'Amministrazione, che sta provando a farsi portavoce del disagio in tutte le sedi opportune, pur trattandosi di un tema su cui il sindaco non ha possibilità decisionali. "E' un problema in primis sociale - ha sottolineato il primo cittadino Lorenzo Fucci - E' evidente a tutti l'impatto che potrebbe avere sui bambini dover lasciare le proprie amicizie e un ambiente che conoscono. C'è poi un aspetto economico: Melzo non è distante, ma tra noi e loro ci sono comunque dei chilometri che i genitori dovranno percorrere per poter portare i figli a scuola".

"Non sarebbe meglio avere classi con meno bambini?"

Un ulteriore tema a sostegno dell'annullamento del provvedimento è dato dal Covid. "Le scuole stanno lavorando per riuscire a rispettare tutte le regole dettate dall'emergenza sanitaria - ha aggiunto il sindaco - Pensiamo sia paradossale che l'Ufficio scolastico preferisca avere una classe numerosa quando potrebbe avere due classi con meno studenti e quindi più gestibili dal punto di vista della distanza di sicurezza". Nel frattempo però il Comprensivo ha già pubblicato le tre classi melzesi, senza però gli alunni liscatesi, nell'attesa di vedere se ci siano margini per trovare una soluzione.

Nella Gazzetta della Martesana

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