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La protesta

Cartelli e manifesti per chiedere priorità alla scuola anche a Melzo e Liscate. Ma qualcuno li fa togliere

Già domenica fuori dalle scuole erano comparsi i primi manifesti per chiedere il rispetto del diritto allo studio dei bambini. Ma a qualcuno non devono essere piaciuti...

Cartelli e manifesti per chiedere priorità alla scuola anche a Melzo e Liscate. Ma qualcuno li fa togliere
Scuola Melzese, 22 Marzo 2021 ore 11:42

Anche i genitori delle scuole di Melzo e Liscate hanno aderito all’iniziativa “Priorità alla scuola” posizionando cartelloni, striscioni e fogli colorati sulle cancellate dei vari istituti.

Cartelli e manifesti per le scuole

L’iniziativa si sta allargano in tutta la Lombardia e ha preso avvio ieri, domenica 21 marzo 2021. Si tratta di una protesta silenziosa per dare voce ai bambini, ossia coloro che hanno pagato maggiormente lo scotto di questa terza ondata di contagi con l’obbligo di didattica a distanza per tutti gli ordini scolastici. Se da settembre almeno i bambini di Infanzia e Primaria avevano garantita la prosecuzione delle attività in presenza, da ormai una settimana tutte le famiglie si sono ritrovati i bambini in casa.

Così è nata l’idea di appendere cartelloni, manifesti, striscioni e anche semplici disegni fuori dalle cancellate delle scuole per far sentire il desiderio dei bambini – e dei loro genitori – di tornare di nuovo a scuola. Un’esigenza he era già stata espressa oltre un mese fa quando molti Istituti della Martesana scrissero una lettera al Provveditorato e all’allora ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

La manifestazione anche a Melzo

Anche le famiglie melzesi si sono mosse per aderire alla manifestazione di protesta e lo hanno fatto in maniera pacifica. Sin da ieri, infatti, sulle cancellate della scuola Primaria Ungaretti e dell’elementare di via Bologna sono comparse le colorate scritte dei bambini che chiedevano di poter tornare a fare lezione in classe. “La mia casa non è una scuola”, questo uno dei cartelloni esposti.

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Cartelli fatti rimuovere

Una protesta che in nessun modo era rivolta contro il personale scolastico, “vittima” anche lui delle decisioni che vengono prese dall’alto. La manifestazione mirava a sensibilizzare gli organi più alti nella speranza che dal ministero competente potessero decidere di rivedere le disposizioni per le scuole in zona rossa.

Eppure questa presa di posizione da parte dei genitori non è piaciuta a tutti. Per esempio nella Primaria di piazza Vistarini già stamattina, lunedì 22 marzo 2021, tutti gli striscioni erano spariti.

Lo troviamo incredibile perché erano dei messaggi di bambini e ragazzi che reclamavano per il loro diritto allo studio, erano fuori da scuola fuori da scuola e con contenuti pacifici di bambini che vogliono tornare a scuola. Perché rimuoverli?

la lamentela delle famiglie.