SCUOLA

A Vignate l’Accademia della Famiglia ridisegna la scuola del futuro

All’Istituto Carlo Levi il progetto pensato dalla professoressa della secondaria Picchio continua a crescere con il sostegno del dirigente Pipitone: “Serve una complicità emotiva ed empatica per educare davvero”

A Vignate l’Accademia della Famiglia ridisegna la scuola del futuro

La scuola come spazio di crescita condivisa: da questa visione nasce l’Accademia della Famiglia dell’Istituto Carlo Levi di Vignate, un progetto che rafforza il legame tra educazione e comunità.

Un’idea nata dall’esperienza

La scuola non è soltanto il luogo dove si trasmettono nozioni, ma uno spazio in cui accompagnare bambini e adolescenti nella crescita, aiutandoli a conoscere se stessi e il mondo. È da questa prospettiva che prende forma l’Accademia della Famiglia, iniziativa guidata dalla professoressa Lucia Giulia Picchio, che ha trasformato un’intuizione personale in un progetto strutturato.

L’idea nasce dalla mia esperienza come genitore: mi sono trovata davanti alle stesse difficoltà che vedevo nei colloqui con le famiglie. Errori, dubbi, fragilità si ripetevano. A quel punto ho capito che quello che avevo imparato non doveva andare perso, ma condiviso.

Il progetto si inserisce in un contesto educativo sempre più complesso, in cui emerge la necessità di integrare competenze cognitive e dimensione umana, anche alla luce dell’introduzione delle life skills nei percorsi scolastici.

Stiamo dando, con un certo anticipo, una risposta concreta a un’emergenza educativa evidente. Per anni si è puntato tutto sulla dimensione cognitiva, dimenticando quella umana. Oggi sappiamo che vanno integrate. Inoltre viviamo un momento storico in cui anche le istituzioni stanno introducendo le life skills nei percorsi scolastici: serve comprendere davvero come far dialogare queste dimensioni.

Una nuova alleanza tra scuola e famiglia

L’Accademia della Famiglia punta a costruire un’alleanza reale tra scuola, genitori e territorio. Non si tratta di un semplice ciclo di incontri, ma di uno spazio di confronto per affrontare insieme le sfide educative contemporanee.

Sono felice di aver ereditato questo percorso e credo fortemente nell’alleanza tra casa e scuola. Corresponsabilità significa coinvolgimento diretto e anche disponibilità a imparare reciprocamente. I docenti possono essere educati dai genitori e viceversa, purché si abbandoni l’idea di essere un’autorità indiscutibile.

Il dirigente scolastico del Comprensivo Giuseppe Pipitone ha sottolineato la necessità di un cambiamento profondo nel modo di intendere la scuola, capace di occuparsi della persona nella sua totalità.

Ho sposato questa proposta perché vorrei che nel tempo contribuisse a cambiare il modo di intendere l’educazione: un ambiente capace di occuparsi della persona in modo globale. Limitarsi alla dimensione cognitiva non solo penalizza le altre, ma finisce per indebolire altresì quella. Solo mettendo in relazione tutte le componenti si possono ottenere risultati significativi, soprattutto con adolescenti ancora in piena formazione – e ha poi aggiunto un passaggio chiave – Serve una complicità emotiva ed empatica. I ragazzi si aprono quando l’adulto accetta di mostrarsi anche imperfetto. Se invece si pone come giudice ineccepibile, si crea un conflitto che danneggia l’apprendimento e mina l’autostima.

Educare insieme, oggi

L’Istituto Carlo Levi si muove così in anticipo rispetto ad altre realtà, proponendo un modello educativo che mette al centro la crescita integrale della persona. Il messaggio è chiaro: educare oggi significa costruire relazioni, condividere responsabilità e camminare insieme verso una nuova idea di scuola.