Il Tavolo Melegnano Martesana in Salute scende in campo contro la decisione da parte di Asst Melegnano Martesana, avallata da Regione Lombardia, di aprire un bando per l’affidamento all’esterno della gestione degli Ospedali di Comunità di Vaprio d’Adda e Rozzano.
Contesta la scelta di destinare oltre 67 milioni di euro a privati per otto anni di servizi clinico-assistenziali in due ospedali pubblici. Una decisione che, secondo le organizzazioni firmatarie del comunicato, rappresenta “un passo grave verso la progressiva privatizzazione del servizio sanitario”.
A destare allarme non è solo la cifra (67 milioni di euro a carico del pubblico, che si aggiungono ai costi già sostenuti per le opere strutturali) degli stessi ospedali, ma anche la durata dell’affidamento: 96 mesi, un periodo ritenuto eccessivo perché “vincola il futuro della sanità pubblica, limitando la possibilità di intervento e di correzione da parte delle istituzioni e dei cittadini”.
I rischi per la qualità e l’accesso alle cure
Secondo il documento, l’esternalizzazione rischia di compromettere l’universalità dell’accesso, la qualità delle cure e la tutela dei diritti dei pazienti. Viene inoltre sollevato un dubbio sulla reale convenienza economica dell’operazione:
Una scelta di tale portata rappresenta un passo grave verso la progressiva privatizzazione del servizio sanitario, con il rischio concreto di compromettere la qualità delle cure, l’universalità dell’accesso e la tutela dei diritti dei pazienti.
Destinare una cifra così rilevante a soggetti privati solleva interrogativi sulla reale convenienza economica dell’operazione e sull’utilizzo efficiente delle risorse pubbliche.
L’impatto su lavoratori e tutele
Non meno preoccupante per il Tavolo in Salute è la situazione del personale sanitario e socioassistenziale. Gli autori del comunicato temono un peggioramento delle condizioni di lavoro, una riduzione delle tutele contrattuali e una perdita di stabilità occupazionale per chi verrà eventualmente trasferito o impiegato nei servizi esternalizzati.
Preoccupa inoltre l’impatto che questa decisione avrà sul personale sanitario e socioassistenziale, che potrebbe subire un peggioramento delle condizioni di lavoro, una riduzione delle tutele contrattuali e una perdita di stabilità occupazionale
Le richieste al decisore pubblico
Di fronte a quella che viene definita una scelta capace di “indebolire strutturalmente il sistema pubblico, anziché rafforzarlo”:
L’esternalizzazione per un periodo così lungo vincola il futuro della sanità pubblica, limitando la possibilità di intervento e di correzione da parte delle istituzioni e dei cittadini. Si tratta di una scelta che rischia di indebolire strutturalmente il sistema pubblico, anziché rafforzarlo e renderlo più efficiente.
I firmatari avanzano tre richieste:
-
Sospensione immediata del processo di esternalizzazione;
-
Apertura di un confronto pubblico e trasparente con operatori sanitari, cittadini e rappresentanze sindacali;
-
Investimenti strutturali nel servizio sanitario pubblico, senza ricorrere a logiche privatistiche.
Conclude il comunicato:
La salute è un diritto fondamentale deve restare al centro di politiche pubbliche responsabili, orientate al benessere collettivo
I sottoscrittori del documento sono Acli – Cives – Lista Civica “Cittadini di Paullo” – Lista Civica “Si Può” Cassina de Pecchi – Movimento 5 Stelle – Partito Democratico – Patto Civico – SPI-CGIL – Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra