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Denti persi a causa della piorrea: in 48 ore torni a sorridere

Gengive infiammate: cause, prevenzione e rimedi. Terapia causale, chirurgia parodontale e impianti a carico immediato

Denti persi a causa della piorrea: in 48 ore torni a sorridere
Idee & Consigli 11 Luglio 2022 ore 09:40

Il dottor Paolantonio Cavellini, Medico Chirurgo Odontoiatra, dal 1992 ad oggi dirige gli Studi Dentistici «Vito e Nadia Mezzena», centri di odontoiatria avanzata, con diverse sedi sul territorio lombardo. Dopo una lunga formazione in Parodontologia, Implantologia e Protesi dentaria portata a termine con i maggiori esperti internazionali, dal 2008 frequenta corsi di aggiornamento di «Advancing Dentistry» presso il Kois Center di Seattle USA, centro di eccellenza mondiale in riabilitazioni dento-facciali, fisse ed implanto-protesiche.
Presso lo stesso centro nel 2012 ottiene il titolo di «Graduate» e di «Prosthodontist Recognised Specialist» e nel 2015 quello di «Mentor» ed è membro del «Kois Center Alumni». Nella pratica professionale il dottor Cavellini si dedica a riabilitazioni implantari e dento-protesiche.

«Denti persi piorrea», «Gengive infiammate rimedi», «bruciore gengivale cause», «gengive gonfie cure», «gengive rosse e sanguinati trattamenti»: queste combinazioni di parole vengono digitate ogni giorno in rete e ci fanno comprendere come l’infezione gengivale sia una realtà molto diffusa tra la popolazione. È possibile curarsi a casa? Quando è il momento di contattare il dentista? A quali sintomi prestare attenzione? A queste domande risponde il dottor Paoloantonio Cavellini degli Studi Mezzena, con sedi, oltre che a Treviglio (BG), anche Pessano con Bornago (MI), Orzinuovi e Concesio (le ultime due località in provincia di Brescia).

Denti persi a causa della piorrea: gengivite e parodontite

«La gengivite - spiega il dottore - è un’infezione gengivale provocata da batteri patogeni che si accumulano e si diffondono intorno al dente, provocando infiammazioni con rossori, sanguinamenti a volte bruciori. La parodontite è lo stadio più avanzato di questa condizione infiammatoria: in questa fase i batteri possono arrivare a penetrare in profondità fino all’osso compromettendo l’intero parodonto, ossia l’apparato di sostegno dei denti, di cui fanno parte: gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare. Per questi motivi nei casi più gravi la parodontite porta alla mobilità dentale fino alla perdita del dente».

Quali i primi sintomi della gengivite?

«Tra i principali sintomi iniziali troviamo rossore e gonfiore gengivale, sanguinamento, alitosi, a volte bruciore. In una fase più avanzata (parodontite) possono comparire anche pus per ascessi parodontali, ritiro della gengiva e mobilità dentale».

Cosa bisogna fare quando si pensa di avere le gengive infiammate?

«Chi ritiene di soffrire di infiammazione gengivale, dovrebbe prenotare subito una visita di controllo dal parodontologo. Nell’attesa, il consiglio è quello di continuare a svolgere l’igiene orale domiciliare con filo interdentale e spazzolino morbido anche se risulta un po’ più fastidioso. Una volta in studio, il professionista analizza la situazione e spiega il modo migliore di agire. Se l’infezione è ancora a uno stadio iniziale allora potrebbe bastare una pulizia dentale approfondita (trattamento parodontale non chirurgico), affiancata a istruzioni d’igiene domiciliare efficace e alla pianificazione di un programma di regolare mantenimento del benessere del cavo orale (terapia causale). Se invece siamo già in fase di parodontite, il dentista prescriverà una terapia adeguata a mantenere i denti salvabili, e sostituire quelli ormai irrecuperabili».

Perché la Terapia causale è il primo passo per prevenire i denti persi a causa della piorrea?

«Perché questa terapia è la base di tutta la medicina moderna e della odontoiatria avanzata in quanto si prefigge di gestire i batteri che sono la principale causa dei danni dento-parodontali. I batteri che sviluppano la carie danneggiano le strutture dentali mentre quelli della parodontite il supporto osseo. Infatti sia la carie che la parodontite sono le conseguenze di un eccessiva presenza di batteri nel cavo orale che è un ambiente favorevole per il loro sviluppo essendo sempre umido e a temperatura corporea di circa 36 gradi. A questo ambiente favorevole si aggiungono familiarità (suscettibilità individuale) dovute a carenze di difese immunitarie, che sono trasmesse geneticamente e stanno nella saliva, che permettono ai batteri di aggredire maggiormente un individuo piuttosto che un altro sviluppando le carie o la parodontite. La terapia causale è fondamentale per gestire la causa batterica comune a entrambe le patologie e si prefigge due fondamentali obbiettivi ottenuti in sedute multiple che vanno da due a sei in base alla gravità e al numero di denti interessati: rimozione profonda dei batteri e insegnamento di tecniche efficaci di igiene orale domiciliare. Grazie a essa si arresta la progressione dei danni batterici stabilizzando i denti mantenibili. Tramite controlli d’igiene programmati, invece, si evitano recidive e conservano le guarigioni, preservando il lavoro del dentista a lungo nel tempo».

 

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Dopo cosa accade?

«Nel caso la parodontite abbia già intaccato il supporto osseo in maniera severa, le terapie sono chirurgiche per bloccare la progressione della malattia eliminando i difetti ossei (tasche parodontali). Questi, essendo colonizzati dai batteri, causano la progressione della malattia e, nei casi più gravi, nei quali la perdita del supporto osseo sia tale da creare la mobilità dei denti e quindi la loro irrimediabile compromissione, la necessità di sostituirli sfruttando tecniche implantari. Il dentista valuta i supporti diagnostici radiografico (status RX, T.A.C. cone beam, digital smile design) nonché i modelli studio del caso, quindi definisce una terapia riabilitativa. Si possono sostituire dai singoli elementi dentari alle intere arcate».

Cos’è la chirurgia implantare flapless postestrattiva a carico immediato?

«Se la patologia parodontale ha compromesso irreversibilmente il supporto parodontale creando instabilità dentale e ascessi parodontali si è arrivati alla fase terminale della parodontite cronica che prende il nome di piorrea. In questi casi l’unica terapia possibile è quella implantare con la quale si sostituiscono i denti irrimediabilmente compromessi con radici artificiali che portano protesi fisse singole, multiple o totali avvitate su di essi. La tecnica flapless è la tecnica più avanzata e rivoluzionaria dell’implantologia moderna: consiste nel protesizzare l’impianto endosseo entro le 48 ore dal posizionamento. E’ detta flapless perché l'atto chirurgico avviene senza uso di bisturi né sutura, cioè senza esporre la cresta ossea. Durante l'operazione si effettuano sia il posizionamento degli impianti che le eventuali estrazioni dentarie. In questo modo si limitano i disagi per il paziente e prevengono complicanze postoperatorie dovute a tecniche chirurgiche più invasive. Un vantaggio soprattutto per coloro che assumono farmaci che interferiscono con la coagulazione sanguigna. Entro 48 ore dal posizionamento degli impianti nella bocca da riabilitare, il paziente riceve la protesi fissa che viene avvitata sugli impianti stessi, ritrovando così il sorriso e la funzione. Per mantenere il lavoro nel tempo, infine, si programmano sedute di controllo della placca batterica prima, durante e dopo la terapia».

 

Denti persi a causa della piorrea: informazioni

Per informazioni e viste il dottor Cavellini e il suo team ricevono gli interessati presso gli Studi Mezzena. Sedi a Treviglio, Concesio, Orzinuovi e Pessano Con Bornago.

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