Il 5 maggio, data che l’Organizzazione mondiale della sanità dedica all’importanza dell’igiene delle mani, è anche la Giornata internazionale dell’Ostetrica/o. In questa duplice ricorrenza, lo slogan «Il 5 maggio siamo noi!» è rivolto a professioniste dalle mani non solo «attente alla pulizia», ma anche «mani che raccolgono, mani che palpano, mani che leniscono, mani che contengono, mani che esplorano, mani che accarezzano, mani che asciugano le lacrime, mani che accompagnano la vita nascente, mani che profumano del primo profumo della vita», come ha scritto la nota ostetrica Verena Schmid nel suo libro «Salute e nascita».
La Giornata delle ostetriche al San Raffaele
In occasione di questa giornata, il corso di Laurea in Ostetricia dell’Università Vita-Salute San Raffaele ha organizzato una mattinata di formazione, riflessione e partecipazione rivolta alle studentesse e alle ostetriche. Negli spazi universitari, l’iniziativa ha proposto un percorso articolato tra momenti conviviali, esperienze narrative e attività condivise, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza alla professione e accompagnare la costruzione dell’identità ostetrica.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del presidente del corso di Laurea in Ostetricia, professor Stefano Salvatore, e della direttrice della didattica, dottoressa Stefania Rinaldi. Dopo la presentazione del programma, le studentesse sono state coinvolte in una breve attività individuale: completare in forma anonima la frase «Sono orgogliosa di diventare ostetrica perché…». I fogli raccolti, letti e condivisi, hanno restituito fin da subito un quadro ricco e sfaccettato di motivazioni, aspettative e vissuti personali. Appesi uno accanto all’altro, quei pensieri hanno preso la forma di un racconto collettivo.
È seguito un momento di ascolto più raccolto, con la visione dello spettacolo «Nati in casa» di Giuliana Musso. Un’esperienza intensa, capace di portare in aula narrazioni di nascita intime e non convenzionali, che hanno stimolato riflessioni e risonanze emotive tra le partecipanti.
Dopo una pausa conviviale, semplice ma partecipata, la mattinata è proseguita con l’incontro con Cristina Baglio, ostetrica e fondatrice della libreria «Lo Scialle della Luna».
La libreria ha aperto le sue porte nella primavera del 2019 – ha raccontato la professionista – Libreria indipendente per bambini, ragazzi, famiglie e per tutti coloro che amano perdersi nelle parole e nelle storie. La mission è diffondere la cultura del libro e della lettura offrendo una vasta selezione di albi illustrati e libri per accompagnare i genitori fin dai primi momenti, arrivando all’adolescenza, tanto che è nata una collaborazione con scuole e istituzioni educative, di cura del territorio… Perché i libri sono ponti di parole, uniscono, fanno esplorare nuovi mondi, creano incontri e accompagnano sogni.
L’intervento di Cristina Baglio, strutturato come dialogo aperto, ha intrecciato esperienza professionale, riflessioni sul ruolo dell’ostetrica e suggerimenti di lettura legati al tema della nascita. I libri portati in aula sono diventati parte integrante dello scambio, offrendo ulteriori spunti di approfondimento e confronto.
Durante la giornata, le studentesse hanno avuto l’opportunità di tornare sui messaggi scritti al mattino, con la possibilità di rileggerli, modificarli o integrarli alla luce dell’esperienza vissuta. Da qui è nata la proposta finale di registrare brevi contributi video a partire dalla frase «Sono orgogliosa di diventare ostetrica perché…». L’iniziativa si è ispirata alla più ampia campagna promossa in occasione della Giornata internazionale dell’Ostetrica/o dall’Ordine interprovinciale delle Ostetriche di Bergamo, Cremona, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza e Sondrio.
L’evento ha visto partecipare anche alcune ostetriche dell’ospedale San Raffaele, oltre alle tutor della didattica del corso di Laurea in Ostetricia e alle coordinatrici Paola Bombardieri, Irene Lanzone e Pretty Monehar.
La mattinata si è conclusa all’ora di pranzo, lasciando tra le partecipanti la sensazione di aver preso parte non solo a un evento formativo, ma a un’esperienza significativa di riflessione e costruzione identitaria, che va oltre la sola acquisizione di competenze tecnico-pratiche. Diventare ostetrica significa riconoscersi in una scelta, trovare le parole per raccontarla e, nel tempo, continuare a riscriverla alla luce di ciò che si vive.
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