Parola al primario

Dolori alle articolazioni: cause e rimedi

Il direttore dell'Ortopedia di Melzo Valter Ferri affronta il tema di artrite, artrosi e più in generale di usura della cartilagine

Dolori alle articolazioni: cause e rimedi
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La parola al dottor Valter Ferri, direttore dell'Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell'ospedale di Melzo e del presidio di Gorgonzola dell'Asst Melegnano Martesana. 

Spesso la gente comune confonde artrosi, osteoporosi e artrite. Quando un paziente viene in visita o quando si parla con amici, si usano indifferentemente questi termini per definire un "dolore alle ossa" o alle "giunture". Facciamo un po’ di chiarezza.

Le articolazioni, fulcro del movimento

Per esemplificare pensiamo alla nostra auto, dove per ammortizzare e rendere più agevole il movimento hanno messo le ruote che sono formate da un cerchione e un copertone. Ora il nostro corpo per muoversi, a differenza delle statue, ha bisogno delle articolazioni ("le giunture" come vengono gergalmente definite). Le articolazioni sono fatte da due ossa alle cui estremità c’è un rivestimento, la cartilagine.

La cartilagine ha tre funzioni: ammortizzante come gli ammortizzatori della nostra auto; rende armonico il movimento senza saltelli (come il copertone che se non ha pezze riparative gira normalmente altrimenti si "balla"); isolante, cioè isola le fibre nervose delle ossa così da non sentire dolore durante il movimento. Quando il rivestimento si usura è come quando si consuma il copertone: si ammortizza meno il carico pertanto il cerchione si deforma, cioè l’osso sottostante si deforma (geodi e osteofiti compaiono); il movimento non è più armonico, si avvertono gli scrosci articolari; l’erosione della cartilagine lascia scoperto l’osso e le sue fibre nervose e si avverte il dolore (così come la carie in un dente).

Ma quali sono le cause dell’usura della cartilagine?

Il peso è sicuramente una delle motivazioni; i chilometri percorsi, cioè l’eccessivo utilizzo delle "gomme" legato al lavoro e a un’attività sportiva intensa; può dipendere anche da fattori ereditari, così come esistono copertoni di varie marche con durata differente, così anche per la cartilagine vi sono fattori ereditari che determinano una maggiore e minore resistenza all’uso; malattie infiammatorie che determinano un ambiente in cui è immersa la cartilagine (liquido sinoviale) di non buon nutrimento per la stessa; traumi che hanno rovinato il "nostro copertone".

Come ci si può comportare?

Se una macchina ha i copertoni lisci li cambiamo, se una articolazione non ha più cartilagine si mette la protesi, cioè si cambia il rivestimento.

Si può fare qualcosa prima?

Quando ci viene diagnosticata una qualsiasi forma di artrosi o usura della cartilagine ci sono alcune attenzioni che possiamo avere: diminuire di peso e mantenersi in forma senza eccessi; favorire attività in scarico o carico parziale quando il peso è eccessivo (bicicletta e nuoto); una volta diminuito, anche lunghe passeggiate, aiutandosi con bastoncini da trekking per distribuire il carico su più punti di appoggio; evitare scale inutili, quando facciamo il gradino tutto il peso carica su un arto sovraccaricandolo; al mare muoversi nell’acqua alta, che aiuta a sopportare il peso, mentre camminare nella sabbia aggrava il carico e porta ad affaticamenti inutili; trattare il dolore come amico, cioè ascoltarlo, è lui che ci dice cosa dobbiamo e come dobbiamo fare.

Se ho dolore mi appoggio o mi fermo. Assumere farmaci per togliere il dolore è come mettere un cartoncino davanti alla spia che indica la mancanza dell’olio della nostra auto, non vediamo la spia e proseguiamo creando maggiori danni. Lo stesso vale per il dolore: assumiamo farmaci e poi andiamo a fare le camminate, non sentiamo dolore perché siamo sotto l’effetto del farmaco poi quando finisce l’effetto è peggio di prima.

E le infiltrazioni?

Negli ultimi tempi stanno uscendo delle pubblicazioni circa una aumentata incidenza di infezioni in articolazioni interessate da interventi di protesi, sottoposte in precedenza ad infiltrazioni. Dovremo attendere altri studi per verificare l’attendibilità di queste ricerche, certo è che non sempre le infiltrazioni trovano giusta indicazione. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi sempre a uno specialista che sappia dare ragioni del trattamento proposto, il fai da te spesso genera più danni che benefici.

Quando tutti i rimedi falliscono e il dolore è tale da disturbare il riposo e porta il paziente all’assunzione di farmaci per più di due o tre volte alla settimana è il momento di iniziare a pensare alla sostituzione del rivestimento articolare con una protesi.

L’intervento chirurgico all’ospedale di Melzo

Nell’ospedale Santa Maria delle stelle a Melzo eseguiamo interventi di protesica a carico dell’anca, del ginocchio e anche della spalla, (250 nell’ultimo anno). Certamente le protesi d’anca sono le più numerose e la metodologia utilizzata può competere con i grossi centri vicini. Utilizziamo vari modelli di protesi, con risparmio di tessuto, con materiale adeguato al tipo di struttura ossea , cementato non cementato e anche le vie di accesso chirurgico sono adattate alla tipologia del paziente, con assistenza fisioterapica dal giorno successivo all’intervento.

La via anteriore mininvasiva (Amis) che noi eseguiamo presso il nostro reparto di Ortopedia, risulta essere meno invasiva perché rispetta l’anatomia del paziente, in quanto non seziona i muscoli, ma li attraversa. Ciò determina una minor perdita di sangue e un più rapido percorso riabilitativo e di recupero da parte del paziente sottoposto a intervento.

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