Quello appena cominciato è un anno di svolta per la politica segratese. Un anno che chiude un ciclo insolitamente lungo (complice il Covid) che ha visto un sindaco alla guida della città per più di undici anni.
Paolo Micheli ha guidato Segrate dal 2015 (attraverso una pandemia, fuori dal predissesto e verso la M4), e questa primavera i cittadini sceglieranno il suo successore. Ma a pochi mesi dalle elezioni tanta è ancora l’incertezza su chi correrà per l’incarico.
Il candidato verso le elezioni di Segrate
La Vigilia di Natale il presidente di “Obiettivo Segrate” Graziano Semiani si è ufficialmente sfilato dalla corsa annunciando con un comunicato che non si presenterà come candidato alle prossime elezioni.
L’attenzione e l’apprezzamento ricevuti per il nostro lavoro che hanno portato molti a indicare il mio nome come possibile candidato sindaco per le prossime elezioni mi hanno profondamente lusingato e confermano la validità del percorso intrapreso. Tuttavia, ho maturato la consapevolezza che il modello di civismo che intendiamo promuovere necessita di presupposti di convergenze e di una visione d’insieme che oggi non trovano piena corrispondenza nel contesto politico attuale
ha spiegato Semiani. L’incognita, ora, è tutta su come reagiranno i partiti di centrodestra e su come decideranno di arrivare alle urne: insieme o separatamente.
Micheli lancia la corsa del suo vice
Ma non ci sono certezze neppure tra i banchi della maggioranza, che non ha, al momento, ufficializzato alcun candidato. Gli occhi di tutti sono puntati sul vicesindaco Francesco Di Chio, ancor di più da quando a Capodanno Micheli ha condiviso sui propri canali social un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo vede sorridente con una spilla appuntata al giubbotto che recita: “Di Chio 2026”. Solo un augurio di buon anno senza alcun intento politico o un annuncio velato?
Nel frattempo, Micheli guarda a un’altra elezione: le primarie del 2027 per scegliere il sindaco di Milano.
Se vogliamo costruire davvero il futuro di questo territorio, dobbiamo avere il coraggio di guardare la realtà per quella che è: Milano non finisce dove finiscono le linee delle circolari. Come sindaco di una città di confine come Segrate, vedo ogni giorno quanto i confini amministrativi siano ormai superati dalla vita reale
ha commentato Micheli. Casa, trasporti e sicurezza sono solo alcuni dei temi che Milano deve affrontare in collaborazione con l’hinterland.
La proposta è chiara: allarghiamo le primarie a tutta la Città metropolitana – ha continuato Micheli – Il sindaco di Milano è, per legge, anche il sindaco metropolitano. Rappresenta 133 Comuni e oltre 3 milioni di cittadini. È democraticamente sano che solo una parte di questi (quelli residenti nel capoluogo) possa scegliere chi guiderà il destino di tutti? Il metodo conta quanto i contenuti: smettiamo di decidere nel salotto buono e apriamo le porte a chi Milano la fa vivere ogni giorno arrivando da fuori. La sfida per il 2027 inizia oggi. Non fermiamoci ai Bastioni.