La proprietà è di Regione, ma la storia del Polo chimico è dei Comuni e dei cittadini che per decenni hanno convissuto con l’ex Sisas. Per questo le Amministrazioni locali di Pioltello e Rodano sono pronti a sedersi al tavolo con la Regione e l’eventuale operatore che vincerà la gara.
Vendita ex Sisas: “Fare l’interesse de cittadini”
Dopo la notizia da parte di Regione Lombardia dell’avvio delle procedure per l’alienazione dell’ex Polo chimico, anche le Amministrazioni locali hanno voluto dire la propria, ribadendo la disponibilità al dialogo con gli eventuali operatori che vinceranno la gara, ma senza rinunciare agli interessi delle comunità locali.
Il futuro dell’area dovrà essere discusso con noi, con le Amministrazioni e non con altri soggetti estranei e fuori dal territorio – ha sottolineato il vicesindaco con delega all’Urbanistica di Pioltello Saimon Gaiotto – Non diremo di sì a scelte calate dall’alto che non rispondono agli interessi dei cittadini. Inoltre con la vendita il compito di Regione non è finito, perché c’è un debito nei confronti dei limitesi e dei seggianesi che va indietro nel tempo. Un debito che riguarda la salute e la qualità di vita e che non può essere assolto con una semplice vendita. Ci aspettiamo dunque che le istituzioni lombarde si schierino al nostro fianco con il solo interesse di tutelare al massimo il territorio che per decenni ha convissuto e sopportato il Polo chimico.
“Vent’anni di attesa”. E sul Data Center…
Anche il sindaco di Rodano, Rodolfo Corazzo, è intervenuto sul futuro del sito:
Se avremo un operatore, come spero, sarà nostra cura dialogare con lui e valutarne le proposte – ha detto – È fondamentale che chi vinca completi la bonifica: è una priorità essenziale per il nostro Comune e per i cittadini, che hanno sofferto anche in termini di salute e meritano benefici reali. Saremo molto attenti e vigili. Sono oltre vent’anni che attendiamo. Arrivare al bando è stato un percorso tortuoso, ma speriamo sia la volta buona. Una volta individuato l’operatore, occorrerà trovare la quadra per il futuro dell’area, tutelando territorio e comunità.
Su un tema caldo come quello dei Data Center, Corazzo non ha chiuso la porta, ma ha rimandato le discussioni a tempo debito
La logistica non la ritengo idonea, anche per l’impatto sulla viabilità, e vedo difficile l’insediamento di industrie. Un Data center potrebbe essere un’ipotesi, ma è presto per parlarne: valuteremo garanzie e proposte se la gara non andrà deserta
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