L’andamento demografico ed epidemiologico regionale e nazionale mostrano come il trend della popolazione anziana sia in crescita e come le cronicità aumentino. In tale contesto si muovono le scelte di potenziamento e riorganizzazione della sanità a livello locale, così come è stato fatto durante l’incontro voluto da Fratelli d’Italia a Basiano e nell’incontro promosso dal Comitato a Liscate, per discutere dei possibili progetti di riqualificazione dei presidi esistenti e anche della progettazione dell’ospedale unico di primo livello nell’area omogenea dell’Adda Martesana.
Un ospedale di primo livello nell’Adda-Martesana
Così commenta Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale:
“Il tutto è partito da una mozione, di cui sono firmatario anche con il collega Nicolas Gallizzi, approvata a maggioranza in Consiglio regionale, che ha posto al centro proprio le prospettive di sviluppo del sistema sanitario territoriale in un’area, che comprende 29 Comuni e circa 350.000 abitanti, con l’intento di delineare un ventaglio di soluzioni progettuali differenti, tra cui anche quella di realizzare un nuovo ospedale di primo livello. La proposta contenuta nella mozione nasce da un’esigenza reale e concreta: l’area Adda-Martesana soffre una carenza di presidi ospedalieri dotati delle principali specialità per la gestione del paziente critico, oltre alla significativa mobilità sanitaria verso le strutture limitrofe, risultando pertanto necessario colmare questo divario”.

Iniziare a progettare la realizzazione di un nuovo ospedale di primo livello rappresenta oggi un grande passo in avanti, che può definire il futuro di questo territorio. Siamo in un momento cruciale, estremamente importante per definire la direzione futura da seguire.
“Non si tratta soltanto di pensare a un possibile nuovo ospedale, struttura che per sua natura prevede tempi pluriennali, ma anche di ripensare in tale ottica i servizi territoriali, così da garantire risposte moderne ed adeguate in questo specifico bacino”, chiosa Garavaglia.
L’obiettivo rimane quello di costruire una rete, che metta sempre più al centro il cittadino, favorisca la domiciliarità delle cure, la telemedicina, investa sull’innovazione tecnologica e riservi all’ospedale la gestione degli eventi acuti.