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Trezzo, il sindaco spiega perché ha cacciato Villa dalla Giunta

Nei mesi scorsi gli aveva già tolto i "gradi" di vice

Trezzo, il sindaco spiega perché ha cacciato Villa dalla Giunta
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Il sindaco di Trezzo Silvana Centurelli ha spiegato perché ha revocato le deleghe all'ex primo cittadino Danilo Villa. Lo ha fatto nel corso del Consiglio comunale di ieri, giovedì.

"Mancanza di fiducia"

Mancanza di fiducia, mancata attuazione delle indicazioni del sindaco e inadempienze e mancanza di trasparenza. Sono queste alcune delle motivazioni che ha illustrato il primo cittadino all'aula, spiegando il perché delle deleghe a Danilo Villa.

Prima di giungere a questa decisione, ho esaminato con estrema attenzione il comportamento di Villa, riscontrando il venir meno del rapporto fiduciario e delle motivazioni che avevano originariamente giustificato la sua nomina ad assessore. Ho osservato, nel corso del tempo determinati suoi atteggiamenti che hanno compromesso in modo irrimediabile il necessario rapporto di fiducia alla base delle deleghe conferite. In particolare non ha attuato le indicazioni fornite dal sindaco, disattendendo il programma politico e le direttive impartite. Non ha mostrato inoltre collaborazione con gli altri membri della Giunta, ostacolando il lavoro di squadra e la coesione del gruppo, indispensabili per il buon funzionamento dell’Amministrazione comunale. In alcuni ambiti il lavoro dell’assessore è stato condotto in esplicito contrasto con le linee di mandato e in opposizione con il gruppo di maggioranza. A ciò si aggiungono una serie di inadempienze e mancanza di trasparenza nelle azioni intraprese, a mia insaputa, da Villa sollevando dubbi anche sulla correttezza del suo agire

ha spiegato Centurelli

"Pronto a un faccia a faccia pubblico"

La risposta di Villa non si è fatta attendere e dopo la replica in aula, l'ormai ex assessore ha fatto anche delle dichiarazioni a margine della seduta.

Sono molto dispiaciuto delle dichiarazioni del sindaco sulle motivazioni del mio “declassamento”, letto nelle sue comunicazioni del Consiglio di giovedì, dove mi sono visto costretto a intervenire per fatto personale (art.57 regolamento Cc, ndr) dato che mi sono visto contestare addirittura quattro anni di condotta politica da vice e poi da assessore. Credo che il sindaco si sia spinto oltre alla legittima motivazione sull’incrinarsi del rapporto fiduciario fornendo motivazioni generiche e non circostanziate sulla mia condotta, addirittura affermando che avrei ostacolando il lavoro della squadra, mancanza di collaborazione e inadempienze varie, di cui posso provare l’esatto contrario con mail e relazioni che ho sempre prodotto quando mi sono state chieste o in varie occasioni di riunioni dove ero stato da lei delegato a partecipare. Sul mio conto è stato detto di tutto di più alimentando un clima di sospetto soprattutto se consideriamo il caso della variante ex Gras Calce dello scorso anno, che ho voluto precisare nel mio intervento in aula. Sono perfino disponibile per un faccia a faccia pubblico tra me e il sindaco cosi che ciascuno possa esporre le proprie ragioni

ha concluso, auspicando un confronto con il primo cittadino, mediato dalla Gazzetta dell'Adda

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