Terremoto in Lega. Non solo a livello nazionale dopo che il generale Roberto Vannacci ha “tradito” il suo ruolo di vicesegretario, abbandonando il partito per fondare una sua nuova realtà, ma anche nei nostri Comuni visto che la Segreteria provinciale della Martesana è stata ufficialmente commissariata. Un provvedimento che arriva a seguito del “siluramento” del segretario Mauro Grolli, colpito dai “franchi tiratori” del Direttivo.
Salta il Consiglio provinciale della Lega
Mercoledì 28 gennaio 2026 sei degli undici membri del coordinamento leghista hanno rassegnato le dimissioni sancendo, come previsto dallo statuto, il decadimento della Segreteria. A “tradire” sono stati Cristiano Vailati di Melegnano, Daniele Pinna di Peschiera, Francesco Rienzo e Nunzio Papaleo di Paderno, Gianluca Magni di Cormano e Federico Calvo di San Donato.
Un “ammutinamento»” che arriva in un periodo atipico visto che il ruolo di segretario di Grolli sarebbe scaduto a breve, con la necessità di indire un nuovo Congresso per stabilire il successore. Inoltre questo è un anno “scarico” dal punto di vista elettorale, visto che sono pochi i Comuni che andranno al voto e dunque non si prospettano grandi movimenti in termini di accordi e coalizioni del centrodestra. Allora che cosa è accaduto realmente? Perché questo improvviso cambio di rotta?
Infatti è bene ribadire che il Direttivo leghista è stato eletto insieme a Grolli con nomi che, almeno inizialmente, erano “fedelissimi” alla linea del segretario, appoggiata anche dal consigliere lombardo Riccardo Pase che sull’area Martesana (che per il carroccio va dal Nord est Milano sino alle sponde dell’Adda compreso il Sud Milano) ha il suo bacino di voti e polo di riferimento. Eppure già in passato diversi militanti avevano espresso “mal di pancia”, in parte legati all’andamento e alle posizioni nazionali assunte dal partito (vedasi il caso Vannacci portato in auge del leader Matteo Salvini, che lo ha candidato in Europa e nominato vice segretario senza che il generale avesse un minimo di storia all’interno della Lega), ma anche quelle più locali.
“Normali situazioni pre congressuali”
Sulla vicenda è intervenuto proprio il consigliere regionale Pase che ha cercato di gettare acqua sul fuoco:
Entro novanta giorni dovrà essere svolto il nuovo Congresso e sono sicuro che tutto rientrerà. Mauro Grolli è sempre stato amato dai militanti e sono sicuro che se decidesse di ricandidarsi vincerebbe a mani basse: i leghisti storici sono al suo fianco
ha commentato per poi aggiungere che le dimissioni dei membri del Direttivo secondo Pase sarebbero ascrivibili a un “riposizionamento interno che fa parte del gioco politico, ma sono sereno per il lavoro che è stato svolto fin qui dal Consiglio provinciale della Martesana. Molti di coloro che hanno voltato le spalle non sono militanti storici e provengono da esperienze politiche differenti, probabilmente hanno fatto o faranno le loro scelte. Il nocciolo storico è compatto, tempo di organizzare il Congresso e la situazione tornerà alla normalità”.
Mentre i vertici della Martesana minimizzano, la gente si interroga: qual è lo stato di salute della Lega e che direzione prenderà in vista degli appuntamenti elettorali ben più caldi previsti per il 2027?