“E’ la politica che rovina la scuola!!! Nessuno è straniero”. Questo lo striscione apparso questa mattina sul cancello della scuola media di via Bizet, a Pioltello. Una risposta alle polemiche che si sono sollevate in questi giorni a livello nazionale.
Fuori la politica dalla scuola
Sono stati i Carabinieri della Stazione di Pioltello, dopo essere stati chiamati dal personale scolastico, a rimuovere – come da prassi – lo striscione apparso questa mattina, lunedì 28 settembre 2026, sui cancelli dell’ingresso della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Mattei-Di Vittorio di Pioltello. Nessuna firma a rivendicare il gesto anche se, dal contenuto del messaggio, si tratta di un segnale lanciato a livello più alto per chiedere alla politica di restare fuori dalla scuola.
La polemica sugli stranieri
Il tema è quello che sta tenendo banco nelle ultime settimane a livello nazionale, dopo che il Governo ha dichiarato di voler ridurre il numero di stranieri – inizialmente, poi diventato il numero di stranieri neo-arrivati in Italia e quindi senza competenze linguistiche – all’interno delle classi della scuola dell’obbligo. Un argomento che ha riacceso i riflettori sulla città di Pioltello, diventata ormai oggetto dell’interesse della cronaca e della politica nazionale quando si parla di stranieri (nonostante siano ormai quasi vent’anni che la città convive con il fenomeno della immigrazione nei quartieri Satellite e piazza Garibaldi, con i due comprensivi che da tempo applicano politiche volte all’integrazione e al potenziamento delle competenze di tutti i frequentanti senza “penalizzare” nessuno).
La risposta sta tutta nello striscione apparso in via Bizet, un chiaro invito a lasciare stare i bambini e permettere ai docenti di fare il loro lavoro.
La “guerra” degli striscioni a Pioltello
Non è la prima volta che Pioltello si sveglia con striscioni esposti nei luoghi pubblici trattanti il tema della scuola. In particolare era accaduto nel periodo in cui era esplosa la polemica relativa alla chiusura della scuola per il Ramadan, nella primavera del 2024, quando frange politiche di estrema destra, in particolare la Rete dei Patrioti, avevano preso di mira la scuola e le decisioni assunte in materia, contestando con dure prese di posizioni anche personali le iniziative del dirigente scolastico e, soprattutto, del Consiglio d’istituto.
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