Le forze politiche di opposizione organizzano per giovedì 22 gennaio, alle ore 20.30, presso l’Archivio del Lavoro in via Breda 56 a Sesto San Giovanni, una assemblea pubblica aperta alla cittadinanza per un confronto diretto sul tema della sicurezza.
Sicurezza e ascolto: l’assemblea delle opposizioni
L’assemblea verrà preceduta da un questionario dedicato, proposto ai cittadini il 17 gennaio ai mercati di via Carlo Marx e via Fratelli Bandiera, e il 18 gennaio in piazza Petazzi e Rondinella e tramite un form compilabile online. Un lavoro capillare che permetterà di raccogliere testimonianze, segnalazioni e proposte direttamente dalla cittadinanza e che costituirà la prima fase di un percorso di ascolto avviato sul territorio, che proseguirà nei prossimi due anni.
L’obiettivo dell’assemblea è aprire un confronto serio, partecipato e non ideologico su un tema – quello della sicurezza – che appartiene a tutti e riguarda la qualità della vita di tutta la comunità. Le forze di opposizione ritengono infatti che l’attuale amministrazione, che aveva impostato le proprie politiche sociali e securitarie sulla base di una ideologia fortemente divisiva, abbia chiaramente fallito nell’obiettivo di promuovere ordine e sicurezza in città
hanno spiegato i promotori (Città in Comune, Partito Democratico, AVS Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Reinventiamo Sesto, Lista Civica Giovani Sestesi, Lista Popolare per Sesto, Italia Viva e Azione)
Inoltre la destra ha anche sottovalutato e in alcuni casi ignorato problemi evidenti, adottando politiche volte a una riduzione delle azioni di welfare con l’effetto di minare ulteriormente la coesione sociale. Tali politiche hanno anche causato la cancellazione di aree presidiate di aggregazione, lasciando spazi pubblici privi di controllo e di adeguata attenzione, con ricadute negative sulla sicurezza urbana.
L’incontro del 22 gennaio sarà quindi un’occasione per restituire ai cittadini quanto emerso dal questionario, approfondire criticità e possibili soluzioni, e soprattutto ascoltare direttamente la voce della comunità, che deve tornare al centro delle scelte politiche.