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"Rimettiamo ordine a Cologno", ora parla la Lega

La Lega vuole dire la sua: un messaggio che non lascia spazio all'immaginazione su quanto accaduto nei mesi scorsi

"Rimettiamo ordine a Cologno", ora parla la Lega
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Il commissariamento del Comune di Cologno è un fatto che brucia ancora a Cologno Monzese e la Lega vuole dire la sua: un messaggio che non lascia spazio all'immaginazione, con l'intento di chiarire molto su quanto accaduto nei mesi scorsi, a firma del segretario e del direttivo cittadino.

"I dissidenti non erano della Lega, rimpasto di Giunta con i dissidenti e non col suo partito"

Loro hanno sempre sostenuto l'ex sindaco Angelo Rocchi, ma qualcosa è andato storto.

"La legge prevede che il rendiconto di gestione (bilancio consuntivo) dei comuni sia approvato dal Consiglio comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo - hanno fatto sapere nel comunicato - Il Consiglio comunale di Cologno Monzese, riunitosi per l’approvazione di tale adempimento nei giorni 24 aprile, 2 maggio e 6-9-20-23 giugno non ha potuto provvedere a tale adempimento per la mancanza del numero legale causata dall’assenza, senza alcuna motivazione giustificabile, di quattro consiglieri comunali di maggioranza, poi diventati cinque. I dissidenti, di fatto, hanno paralizzato ogni attività amministrativa. I suddetti consiglieri comunali non erano appartenenti al gruppo della Lega. I consiglieri della Lega, invece, hanno sempre sostenuto, senza se e senza ma, l’Amministrazione, chiedendo all’ex sindaco di non cedere ad alcuna richiesta personalistica della cosa pubblica, in quanto non giustificata e volta solo ad "occupare poltrone".

I consiglieri, a detta loro,  erano disponibili a concordare un cambio di deleghe assessorili che avesse senso da un punto di vista politico.

'Il 29 giugno, data di convocazione di un ennesimo Consiglio comunale, l’oggi ex sindaco provvedeva a compiere un rimpasto di Giunta non condiviso con il proprio partito di appartenenza, la Lega, ma organizzato e concordato in gran segreto con i dissidenti - hanno proseguito - Un rimpasto che, tra gli altri provvedimenti, prevedeva la completa espulsione dal settore tecnico degli assessori leghisti. I consiglieri comunali leghisti, venendo a sapere dell’accaduto poco prima dell’orario di inizio della seduta, coinvolgono l’ex sindaco in un lungo confronto interno durato tutta la serata. L’ex sindaco aveva, quindi, ceduto alle pressioni dei 5 consiglieri dissidenti stravolgendo e umiliando una squadra che per molti anni era stata artefice di un’azione politica e amministrativa senza precedenti. Le vicende sono ben raccontate in più articoli di stampa usciti in seguito: ad esempio, “La Gazzetta della Martesana” del 2 luglio titola “Rocchi pugnala alle spalle il suo partito”?'.

Nel frattempo, il prefetto aveva stabilito come termine inderogabile per l’approvazione del bilancio consuntivo il 3 luglio.  Tuttavia, il Consiglio comunale viene convocato il giorno dopo, il 4. Nel pomeriggio stesso la Pec che informava del commissariamento del Comune.

"La Lega sarà solo al fianco degli onesti"

In primavera i cittadini di Cologno Monzese saranno chiamati a votare. La Lega ha chiarito la sua posizione.

"Quasi profeticamente, qualche settimana dopo il commissariamento del Comune sono arrivati avvisi di garanzia e inchieste che hanno coinvolto soggetti non vicini alla Lega ma che nei mesi precedenti sono stati protagonisti dei giochi di potere e delle forzature che hanno paralizzato il Consiglio comunale e l’intera città - hanno sottolineato - In conclusione, La Lega, per il bene dell'Amministrazione è sempre stata disposta a confrontarsi in modo costruttivo, con buon senso e avendo come unico interesse il bene dei cittadini e della città, così come è sempre stato e come sarà anche in futuro. Negli scorsi mesi sono prevalsi altri tipi di interesse che hanno sporcato il modo di fare politica che tanto bene ha fatto a Cologno. La parola tornerà questa primavera ai cittadini. La Lega ci sarà solo con chi ha portato e porta avanti un modo sano, onesto e responsabile di fare politica, lasciando da parte chi è stato protagonista e si è crogiolato in dinamiche che poco hanno a che fare con il bene cittadino".

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